Amo Napoli, per questo soffro. Il grande amore porta sempre con sé sofferenze. Ci sono nata e porto il mare con me, il pensiero, lo stile di vita. Amo perdermi nei quartieri, anche se poi la strada la conosco già, amo guardare le navi al porto, fermarmi a sentire la musica che scappa dalle finestre del conservatorio. Ma non ridurrò il mio amore per Napoli a poche frasi stereotipate e convinte. Non dirò che è meglio in assoluto né che è meglio per me. Ho conosciuto Caserta, ho sposato un casertano, qui ho gli amici più cari, i miei interessi, la mia vita, ma continuo a non lasciare Napoli in mano agli strozzini. Non la vendo per pochi spicci, non ne faccio una bandiera e non mi sento meglio o peggio di altri. La tengo per me nel mio cuore, e mi manca ogni giorno, ogni istante. Per questo capisco profondamente i casertani lontani dalla propria città, quelli che conoscono i giardini della Reggia a menadito e sanno dove giocare a pallone o dove imboscarsi con la ragazza. Capisco quelli che sono andati a Milano e pensano alla luce che si posa morbida sui Tifatini e alla panoramica che porta a Caserta Vecchia. Capisco la nostalgia di casa propria e l’amore per le abitudini di sempre, persino cose sciocche come bere birra su un muretto, comprare le sigarette sempre allo stesso bar, girare in macchina fino a che l’orologio batte un’ora indecente. Capisco anche la passione per la propria squadra, la capisco perché il Napoli a Napoli non è calcio ma è religione, decine di altarini dedicati a Maradona lo dimostrano. Capisco che perdere o vincere scalda un po’ gli animi e quando si è presi in giro, un po’ ti parte la brocca e va pure bene. Capisco le battaglie per la propria città, ma anche per la città in cui semplicemente vivi. Io stessa ho combattuto molte battaglie per Caserta: dalla Reggia di Carditello al Teatro di Corte, dalla promozione di piccole associazioni che tentano di fare cultura, alla presenza fissa ai piccoli concerti di provincia. Quello che mi hanno permesso di fare l’ho fatto. Vivo a Caserta ma Caserta non mi ha mai adottata. Nemmeno ci ha provato. E affinché questo non risulti uno sfogo personale, ma in fondo questa è anche una rubrica d’opinione quindi tant’è, dirò che è ripugnante leggere che Napoli è una città zavorra per Caserta, che ci vorrebbe un nuovo muro di Berlino, che i napoletani devono vergognarsi, per un non ben precisato motivo, persino di parlare. Vabbè, la madre dei cretini è sempre incinta, ma il fatto che nessuno abbia commentato tali affermazioni con un mezzo così immediato come fb, che nessuno si sia ribellato, che nessuno abbia nemmeno accennato ad una reazione è un fatto su cui ben riflettere. Mi riferisco più esplicitamente all’iscrizione di più di mille persone ad un gruppo del social network più famoso, che in alcuni tratti incita all’odio, il cui intento, probabilmente lodevole, di unire i casertani sotto la bandiera dell’orgoglio verso la propria città, si sta trasformando in una farsa discriminatoria. Era ora che i cittadini di Caserta si sentissero più uniti e sottolineassero le loro peculiarità, ma di certo tra queste voglio sperare che non ci sia l’odio verso Napoli o Salerno, il fare controsensi in macchina e fregarsene degli autovelox, o il bivaccare fino alle 4 di notte per la città… Caserta non è questo e credo che sia tempo ormai per far morire alcuni degli stereotipi più vergognosi. La città è molto carina, piena di storia e di arte maltrattate e sottovalutate, i dintorni sono circondati dalla natura e si difende molto bene negli sport. Questa descrizione, fredda nel suo genere ma del tutto veritiera, è il massimo che riesca a fare in questo momento. I cittadini casertani, beh, non credo siano poi così omologati come può sembrare. Ne conosco tantissimi con stile e personalità, di altri che non conosco personalmente riconosco la combattività e la forza di volontà, poi ci sono quelli che fanno sempre le stesse cose, chi per il nobile motivo di perpetuare tradizioni intaccabili, chi per mancanza di curiosità/personalità/fantasia, poi ci sono i cretini, i delinquenti e i pazzi. Non ci crederete ma lo stesso identico elenco di persone c’è anche a Napoli e, sorpresa delle sorprese, anche a Salerno e in qualunque altro posto ci troveremo mai. Amo Napoli, per questo mi si stringe il cuore, non ci si abitua mai alle offese gratuite, alle critiche, alle violenze. Napoli l’hanno violentata per primi i napoletani, l’hanno saccheggiata e poi buttata letteralmente nella spazzatura. Ma Napoli cammina sempre a testa alta, non si umilia e non cede. Ha dignità e si fa amare lo stesso, pure con mille difetti. Non fate lo stesso alla vostra/nostra città, non la riempite di sfruttatori e di fesserie, non vi fate togliere il gusto di giocare con quel famoso pallone alla Reggia, non permettete a qualcuno di sezionarla ed inserirvi tutti nella stessa sfera da cui chiunque guardi non fa differenza. Amo Napoli ma vivo a Caserta. Per questo scrivo con tanta confidenza, per questo dico che è giusto amare la propria città quanto è sbagliato odiare, senza alcun motivo sensato, altre città, persone, quartieri e così via. E questo non per pesanti occlusioni morali, luoghi comuni o frasi fatte, ma per amore, solo per amore. Bruna Arena Bree13@libero.it
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