lunedì 21 maggio 2012Direttore Responsabile: Ornella Mincione    Direttore Editoriale: Francesco Meola
 
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Il suicidio dei “Babbi” ed altre storie natalizie

Caserta - Seppur con ingenuità fanciullesca ognuno di noi sente il Natale come una festa speciale.
Il concetto più espresso del periodo è: “ma è Natale”, con le varianti denigrante (“non posso, adesso è Natale”) o masochista (“devo perché è Natale”), oltre alla sempre verde “a Natale siamo tutti più buoni”(mica le rapine aumentano esponenzialmente per mancanza di bontà!); ma insomma, siamo o non siamo mai stati gli uomini di buona volontà?

Già, la volontà, quando è buona è sempre giustificata, anzi, è da ammirare, premiare, comprendere nei casi limite. Ma perché parlare di Natale dopo il Natale? Semplicemente perché la sottoscritta si è accorta che c’è stato un Natale solo da poche ore.
Per puro caso mi imbatto, in fase postuma, in una brochure “città di Caserta, Natale 2008” , e inizio a leggere di tutto ciò che è stato fatto mentre io mi lagnavo in giro per le strade della mancanza delle solite sane luci kitsch che ci accompagnano ogni anno: mostre temporanee, conferenze sul risparmio energetico, associazioni musicali che proponevano poesie e canti della tradizione contadina, pesche di beneficenza, ricette di dolci natalizi, presentazioni, dibattiti, novene, concerti e persino lezioni di sicurezza per gli anziani ed animazione nei siti storici!

Ma io dov’ ero?
Ma voi c’eravate?

Beh, in ogni caso questa si che è buona volontà, da ammirare, premiare, comprendere.
Forse troppo impegnata nell’atto critico/denigratorio/illiberale non ho percepito nell’immediato ciò che stava succedendo intorno a me, troppo presa ad assistere incredula al suicidio di massa dei babbi natale impiccati e penzoloni ai balconi della città . Chissà cosa li ha portati all’atto estremo, se la crisi economica ha colpito anche il reparto giocattoli e ammennicoli, o il solo essere diventati, dopo secoli di onorata carriera, spettatori e non più protagonisti della festa più amata, li ha resi amebe in canottiera come da immaginario del dopoguerra americano, a mangiare hot dog e sognare la California, o forse in età pensionabile, non avendo nipotini che li portassero alle lezioni di sicurezza sono stati truffati da manigoldi ed il colpo è stato, come troppo spesso capita agli anziani, più forte del pensabile.

Giro completamente la brochure ed in un attimo la mia buona volontà scompare: uno sgorbio che dovrebbe ricordare un albero di Natale campeggia a tutta pagina allestito non dalle solite palline e luci colorate ma da … spazzatura! Lattine, scatole, bottiglie, vetro, umido, indifferenziato, tutto insieme, tutto appeso al simbolo stesso della festa (no, non è più il presepe ameno dagli anni venti!), ed hanno anche dei grossi sorrisi vagamente antropomorfi … e sotto la scritta: “sepàrali in casa”, accentato come se qualcuno potesse leggerlo in altro modo.
Spero che nessun bambino abbia visto quell’ immagine altrimenti c’è da pensare che l’anno prossimo troveremo suicidi tutti gli abeti casertani i quali, dopo essere stati riempiti di spazzatura da solerti casertanini, nell’estremo moto d’orgoglio si riempiranno di candeggina aspettando una dolorosa ma veloce morte.

Magari l’anno prossimo possiamo bruciare le zampogne o riempire il panettone di chili piccante e salsa yogurt!
So che il nostro animo caterpillar può fare di meglio, è solo il Natale, in fondo…chi ci ha mai creduto?

Bruna Arena                                              

Bree13@libero.it

15/01/2009
 
 
 
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