Caserta - Niente citazioni stavolta, niente giri di parole e filosofia da strapazzo, l'unica filosofia di questo spazio bianco sarà il suo magnifico contrasto con il mio senso più sviluppato: l'immaginazione. Oggi si parla di vita e non perché sia stanca di sentir parlare di morte, ma solo perché la vita è meglio (sgrammaticalmente detto), è più importante, è più giusta e non provo vergogna a pensarlo, ancor meno a scriverlo. Oggi parliamo delle mie lenzuola battute dal vento mentre nella mia testa due tangheri ballano Adiòs Nonino, oggi guardiamo le navi al porto di Napoli che lasciano scie argentee sull’oro delle onde, oggi parliamo del tramonto che vedo ogni giorno su palazzo reale che quando cade del tutto provoca uno squarcio bruciante in mezzo all’azzurro, al viola, al grigio. Oggi ricordiamo le battute di Joe di Maggio e gli scritti di Arthur Miller e l'unica donna che ha avuto tutti e due, oggi pensiamo a John Lennon e Yoko Ono sul letto della pace e a Pavarotti in quell’immenso frac con la sua immensa voce che canta bohème e ti fa toccare l'immenso. Oggi sentiamo suonare le campane di una chiesa che racconta di incontri e di speranze, che parla ai fedeli e li consola, e li calma senza ipocrisia, prima ancora del prete, prima del coro, prima degli avemaria. Oggi spegniamo la televisione ed apriamo un libro, ma uno di quelli che non avremmo mai letto, uno di quelli che forse non finiremo mai, e cercheremo di imparare una cosa che non conosciamo, una cosa di cui non ci importa niente. Oggi parliamo del tocco della seta, di una spiaggia deserta e poi di una stracolma, di un bacio lento e poi di un momento di passione, di un bicchiere di birra fredda, e del suono del nostro respiro, oggi parliamo del tocco sulla pelle della persona che amiamo e del tocco della vita in una sala nido. Oggi ci guardiamo allo specchio e ci sentiamo belli o brutti e non farà differenza, o non ci guarderemo affatto e resteremo quello che siamo lasciandoci giudicare solo dalla nostra coscienza. Oggi sentiremo la nostra canzone preferita e ruberemo tre minuti all'ansia del mondo che vuole inghiottirci, che vuole decidere per noi, che vuole incastrarci, e poi passeremo ai bei ricordi, al rigore di Grosso, al giorno della laurea, a quanto fu bella quella sera? Oggi si pensa alla vita e si cerca un momento di felicità, oggi non si pensa alla morte, alla filosofia, a ciò che ci sta sconvolgendo, cambiando, lacerando; oggi lasceremo ad ognuno il suo dolore o la sua gioia, a ciascuno il suo secchio per svuotare il mare e penseremo a noi. Per trovare il nostro senso. Per fare un tentativo verso la vita. Per un giorno, solo a noi. Bruna Arena bree13@libero.it
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