Chi mi conosce mi avrà sentita raccontare almeno una volta la storia del carretto siciliano. Non ricordo da chi l’ho sentita la prima volta ma adoro raccontarla perché mi sembra sempre opportuna. Per chi non l’ha sentita rimedio con un piccolo riassunto: c’era una volta un uomo a cui una veggente aveva predetto la morte che sarebbe avvenuta sotto un carretto siciliano. L’uomo, preso dal panico e dall’angoscia decise di non uscire mai più di casa per evitare l’incidente passando tutta la sua vita seduto su una sedia. Un bel giorno, dal muro a cui era appoggiata la solita sedia, si staccò un chiodo che reggeva un quadro, il quadro cadde in testa all’uomo che morì all’istante. Quel quadro raffigurava un carretto siciliano. Quando si dice il destino, la fatalità, è inutile arrabbiarsi, e i siciliani lo sanno bene, lo sanno da almeno due anni. Non è colpa di chi ha costruito male e dove non si poteva, mica è colpa dei condoni edilizi che hanno sanato tutti gli scempi compiuti in questi anni, mica è colpa di chi ha abolito l’ICI sulla prima casa creando voragini nelle casse comunali dovendo quindi reintegrare coi tagli alle spese, ma assolutamente no, è stato il caso. Chi si permette di puntare il dito contro il governo attuale che ha tagliato i fondi per il monitoraggio del rischio sismico, della difesa del suolo e dell’ambiente, del controllo all’assetto idrogeologico quasi dell’80%, tagliuzzando soprattutto in Calabria e Sicilia, cioè proprio le regioni più carenti e bisognose da quel punto di vista, chi lo fa? Nessuno, è stato il destino amaro. Il nostro caro ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha spifferato questa percentuale, che bizzarria, una donna siciliana, che si accorge solo dopo una strage che le risorse sono insufficienti, mica è colpa sua? Mica lei ha il dovere/potere di vigilare su queste faccende? No, è stato il fato, ognuno ha il suo. E adesso vogliamo di più e di più avremo. Se c’è un destino il nostro è molto spesso prevedibile, lascio solo immaginare, e non approfondisco non essendo questa pagina la sede adatta, di quanto fango e spazzatura saremo sommersi quando le forze del male si accorgeranno di poter utilizzare tutti i soldi che torneranno a casa grazie allo scudo fiscale, per poter concedere i soliti prestiti, cosa che oggi le banche non fanno più, a buon interesse, il solito quattro-cinquecento percento, comprandoci letteralmente e per di più in saldo, con soldi puliti come il culetto di un bambino e senza essere sospettati di nulla considerando che qualcuno ha ben pensato di eliminare anche l’obbligo di denuncia di sospetto riciclaggio da parte di chi maneggia l’ambaradan. Ma torniamo ad oggi e chiediamoci: qual è l’unico filo conduttore delle tragedie di casa nostra? Chi ha il merito di unirci dall’Abruzzo a Napoli, dal G8 a L’Aquila ai Mondiali di Nuoto a Roma, fino ai Giochi del Mediterraneo a Pescara, dai vulcani delle Eolie agli sbarchi a Lampedusa, e ancora dal rischio binucleare alla bonifica del relitto della petroliera Haven fino ai mondiali di ciclismo, non vi viene in mente niente? Un piccolo suggerimento: un uomo commissario di tutto, presente ed efficace in tutto, capace di passare da una tragedia all’altra con la stessa abilità di un ballerino che fa cento pirouettes e noi lì a guardare con la bocca a prender mosche, un uomo che, solo per puro caso, fa diretto riferimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri… dai che ci siete arrivati. Preciso e puntuale come sempre il super mega commissario risolverà anche questa, dategli solo il tempo di indossare il mantello e la maschera perché stavolta l’ubiquità non basterà. P.S. La mia sciocca ironia non intende mai ed in nessun caso riferirsi a coloro che sono solo vittime dei traffici delinquenziali cui stiamo assistendo per lo più impotenti. Alle popolazioni colpite dalle disgrazie (tra cui anche la mia amata città, Napoli), va tutta la mia solidarietà e, nei casi più gravi, il mio cordoglio. Bruna Arena Bree13@libero.it
|