 Caserta - Ancora nuovi cambiamenti nel mondo della scuola. Nel lungo dibattito sullo studio della religione negli istituti italiani arriva una nuova proposta: introdurre l'ora di Islam come lezione facoltativa o in sostituzione a quella di religione cattolica per gli studenti musulmani residenti in Italia. Il progetto, presentato dal vice ministro allo sviluppo economico Adolfo Urso, ha suscitato non poche reazioni tra gli addetti ai lavori. Urso ha così dichiarato: "Per arrivare a facilitare l'integrazione bisogna partire dalla scuola"; "...ad insegnare sarebbero dei docenti riconosciuti, o Imam con i giusti requisiti e registrati ad un apposito albo". Le comunità islamiche in Italia non vedono di buon occhio la proposta, sostenendo che l'insegnamento del Corano debba continuare ad essere svolto all'interno delle comunità religiose. Commenti negativi anche dalla Lega Nord che non apprezza il nuovo progetto e fa addirittura una controproposta suggerendo un'ora di religione cattolica obbligatoria per tutti gli studenti islamici. Pareri avversi anche da Città del Vaticano, dove il Cardinale Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace, ritiene che l'ora di Islam dovrebbe essere introdotta, evitando però che i giovani di religione islamica finiscano nel radicalismo. Dopo l'accesa polemica scatenatasi con la proposta di Urso, lo stesso vice ministro ha chiarito meglio la sua intenzione di introdurre l'ora di religione islamica con una legge di attuazione del Concordato del 1929 (gli storici Patti Lateranensi) e confermata dalla revisione dal 1984, più o meno in sintesi quello che Benedetto XVI in persona propose circa tre anni fa per le scuole tedesche. L'ora di Islam continua ad essere non apprezzata dai più e c'è chi dice che ciò creerebbe solo inutili conflitti con gli studenti di altre religioni. La soluzione auspicabile dalla maggioranza indicherebbe l'eliminazione dell'ora di religione in generale per sostituirla con dei corsi dedicati alle varie culture e religioni, cercando di insegnare essenzialmente il rispetto dei popoli e delle diversità. Vedremo cosa accadrà. M. Cristina La Farina Catania Cerro |