Elia è il protagonista di 'Pioggia di giugno', edito da Feltrinelli (pp.304; euro 17,50) scritto da Jabbour Douaihy. Nasce nell'estate del 1957, tra i monti del nord del Libano, esattamente a nove mesi e una settimana dal massacro che segna l'inizio della guerra tra le due grandi famiglie del suo paese. La sua nascita resta circondata da un alone di dubbi e vergogna: i suoi genitori non avevano avuto figli in quindici anni di matrimonio e lui nasce dopo la morte del padre, lasciando supporre che la notte precedente al massacro fosse stata quella "fruttuosa". Per proteggerlo, la madre lo spinge a lasciare il paese. Viene mandato prima in una scuola a Beirut, poi a New York dove vivrà vent'anni senza identità e obiettivi chiari. Ma un giorno qualcosa gli si risveglia dentro, il desiderio di trovare una risposta alle domande che l'hanno sempre perseguitato: chi è mio padre? chi sono io? Douaihy racconta attraverso Elia l'origine della guerra civile libanese e il futuro di un paese violentato da lotte fratricide e dall'ininterrotto giogo delle influenze straniere. Per farlo ricorre a una notevole precisione nell'uso della lingua e, introducendo molteplici punti di vista, restituisce vividamente la vita quotidiana di una nazione sconvolta dalle faide, all'interno di un conflitto, quello libanese, complicatosi negli anni e di difficile soluzione. Redazione Tuttiinpiazza |