La ballerina di origini palermitane, nella sua biografia, racconta le tappe della sua carriera. Tra amore e sacrifici, teatro e cinema, platee di nicchia e Sanremo |
Stavolta la danza non si guarda ma si legge. Accade in “Un angelo sulle punte”, biografia scritta dall’etoile dell’Opera di Parigi Eleonora Abbagnato, edita dalla Rizzoli. Recentemente scelta dal rocker emiliano Vasco Rossi come protagonista del suo ultimo videoclip “Ad ogni costo”, la danzatrice continua a cimentarsi in settori artistici distanti dal suo, e parallelamente a farsi conoscere, in questo modo, da un pubblico molto più ampio ed eterogeneo rispetto alla platea di nicchia della danza classica. Ma soprattutto ha deciso nelle 120 pagine di questo libro di far conoscere non solo la sua carriera artistica, ricomponendo le diverse tappe necessarie a costruirla, ma di raccontare se stessa. “Puoi andare ovunque nel mondo ma senza radici affondi”. Poche parole, che si leggono sulla pagina di Myspace dell’etoile, che bastano a riassumere una storia e comprendere il significato di una vita. Una vita lontana dalla famiglia e dagli affetti più cari, che seppur rimangono saldi sono fisicamente distanti. Si parla spesso impropriamente, banalizzando quest’espressione o associandola a compromessi, del cosiddetto prezzo del successo. E in un momento in cui nel mondo dello spettacolo si arriva al successo (o quanto meno alla popolarità) senza particolari meriti o grandi sacrifici, sembra far eccezione alla regola la storia della Abbagnato. Che in realtà è la storia di quanti si accostano con serietà alla danza classica. E che imparano presto che affinché una passione si trasformi in professione non basta il talento. Le doti fisiche non sono tutto; occorre rigore, disciplina, determinazione e spirito di sacrificio. Il libro segue il percorso formativo che fa di una bambina di quattro anni una ballerina. E poi le occasioni che fanno di una ballerina qualunque una stella internazionale. La Abbagnato nasce a Palermo nel 1978. A soli quattro anni comincia a studiare danza nella scuola che si trova sopra il negozio di sua madre. Ma ben presto lo studio prosegue lontano dalla sua città. Prima a Montecarlo, nella scuola di Marika Besobrasova, poi in quella di Rossella Hightower a Cannes. Fino alla grande occasione: a quattordici anni la scuola dell’Opera di Parigi, diretta da Claude Bessy. Da qui una carriera in ascesa: nel 1996 entra nel corpo di ballo dell’Opera, nel 2001 è prima ballerina. Ma nel libro, come nella realtà, non c’è spazio solo per la danza. C’è spazio per l’amore. E dedicando una vita alla danza è facile che storia professionale e personale si intersechino: con il ballerino Jeremy Belingard Eleonora ha vissuto una storia di cinque anni. Ed ora che il suo sogno si è realizzato c’è spazio anche per altro. Nel 2007 ha recitato nel film “Il 7 e l’8” con i suoi conterranei Ficarra e Picone. Nel 2009 è sul palco del teatro Ariston, dove affianca Bonolis nella conduzione del festival di Sanremo. Oltre che in libreria, ultimo e recente appuntamento il 9 novembre al teatro Regio di Parma, dove con il collega Manuel Legris ha danzato in una serata organizzata a sostegno della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica. Angela Lonardo
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