Il capitalismo può essere visto sotto la duplice ottica moderata, sostanzialmente caratterizzata da una mediazione dialettica, e quella rivoluzionaria, con le sue inevitabili rotture: è quello che sostiene nella sua nuova fatica letteraria il professor Andrea Micocci, intitolata “Moderatismo e Rivoluzione” e edita dalla ESI (Edizioni Scientifiche Italiane; € 48,00; 472 pagine), disponibile dallo scorso mese di gennaio sugli scaffali non soltanto delle librerie specializzate, visto che lo stesso testo è stato pubblicato anche dal marchio inglese Lexington con il titolo “Moderation and Revolution”, dopo il precedente “The Metaphysics of Capitalism” (già presentato nella rubrica “Libri” di Tuttiinpiazza a suo tempo, ndr). In questo suo nuovo lavoro Micocci cerca di dimostrare che, sulla scia del lavoro pregresso, la corrente moderata tende ad identificarsi con la metafisica del capitalismo, mentre quella rivoluzionaria segue il corso degli eventi, costituendo una delle basi del materialismo, tanto più che nel primo caso l’altro non viene legittimato (costringendolo, così, alla mediazione), a differenza del secondo, dove gli altri assumono un ruolo differente (poiché il tutto è permeato dalla tolleranza e dalla non violenza). Classicamente, infatti, nel mondo capitalistico l’Anarchismo, il Marxismo e il Liberalismo potrebbero assumere ipoteticamente una veste rivoluzionaria, stemperate, d’altronde, da un modo di pensare più moderato (più assimilabile al nazionalismo e al socialismo), con una configurazione, però, intollerante, tale da sbarrare la strada, con la conciliazione appunto, alla naturale evoluzione storica del Capitalismo stesso. Andrea Micocci insegna Economia, presso l’University of Malta - Link Campus di Roma, e Politica Economica Internazionale alla Facoltà di Studi Politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet” della Seconda Università degli Studi di Napoli. Ha pubblicato innumerevoli saggi su riviste accademiche di stampo internazionale ed è autore anche dell’”Anti-Hegelian Reading of Economic Theory”, dato alle stampe nel 2002. Domenico Callipo
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