Segnala su:     segnala su OKNOtizie    Segnala su Del.icio.us     sagnala su facebook
"La storia della bruttezza" di Umberto Eco
Dopo 'La storia della bellezza', il semiologo di Alessandria passa in rassegna tremila anni di "brutto" in un'opera senza precedenti

Prima di cimentarsi nella lettura di quest’opera, sarebbe il caso di infilare un bel paio di guanti. “La storia della bruttezza” di Umberto Eco è, prima di tutto, un raffinato oggetto letterario: una confezione molto elegante, con pagine patinate da sfogliare con cura, sulle quali trovano spazio numerose opere pittoriche - spesso a tutta pagina - scelte con gusto e originalità e restituite con eccezionale nitidezza. L’impressione è quella di avere tra le mani una sorta di museo tascabile, irriproducibile nella realtà per ovvi motivi, e quindi per questo ancora più prezioso. “La storia della bruttezza”, però, non è solo questo. La sua unicità ne esalta ancora di più il valore. Mentre, infatti, le trattazioni sul bello si sprecano, si è sempre creduto che non valesse la pena dedicarne una approfondita al brutto.
Per questo i guanti andrebbero indossati anche per un altro motivo.
Ci si appresta ad iniziare un viaggio del tutto singolare, un viaggio avventuroso nell’impervia foresta del lato oscuro dove il rischio, inevitabile, è quello di sporcarsi mani e anima.
“Ah, che sottile piacere!”, avrebbe esclamato il più grande dei poeti maledetti, Charles Baudelaire, che del brutto sapeva coglierne l’essenza più conturbante.
“Per certi spiriti più curiosi e disincantati – scrisse il poeta - il piacere del brutto proviene da un sentimento più misterioso, che è la sete dell’ignoto e il gusto dell’orribile. (…) Mi spiace che qualcuno non lo capisca -  un’arpa a cui manca una corda grave!”
Ma non è stato sempre così. La lunga parabola della bruttezza abbraccia ogni manifestazione artistica dell’uomo che si sia indirizzata a rappresentare l’aspetto più misterioso, osceno, orripilante, grottesco (in un parola: “brutto”) dell’esistenza e dimostra come qualsiasi concezione estetica sia relativa, non solo alle diverse culture ma anche al tempo.
Intrecciando riflessioni ad immagini e testi, ironia e rigore scientifico, Eco ci racconta come sia mutata l’idea del brutto nei secoli: per i greci la mitologia era un catalogo di inenarrabili crudeltà, per la latinità brutti erano i barbari, le genti straniere, i nemici, mentre la tradizione cristiana relegava i tratti più orribili ai persecutori di Cristo, ai peccatori, ai diavoli. Il medioevo, epoca per eccellenza del brutto, partorirà innumerevoli bestiari e opere di un efferato sadismo.
L’Inferno di Dante è, secondo Eco, un testo capitale per una storia della bruttura perché “repertorio di molteplici deformità (Minosse, le Furie, le Erinni, Gerione, Lucifero, con un capo a tre facce e sei enormi ali di pipistrello) e rassegna di immani torture."
Nell’epoca romantica si verifica la svolta: il brutto si riscatta, si emancipa, valica i confini convenzionali e si infiltra nel territorio del bello per corromperlo. Diventa sinonimo di anticonformismo: i decadenti cominciano ad introdurlo nei propri manifesti letterari. Successivamente i futuristi ne celebreranno la sua matrice antiborghese, Warhol esalterà il valore degli scarti nella moderna società dei consumi, il kitsch eleverà ad arte il cattivo gusto.
L’arte, con le sue bizzarrie, le sue provocazioni, spariglia come sempre le carte e indirizza la società verso nuovi orizzonti estetici.
L’ultima parte del libro è dedicata alle riflessioni su questa relatività, e alla dimostrazione che nulla vieta che il brutto di oggi possa essere il bello di domani.  Perché esiste un'attrazione irresistibile che spinge gli uomini in quella direzione. Prendiamo il diabolus in musica (la distanza di tre toni tra una nota e quella successiva). Ritenuto disturbante nel medioevo e, persino, prova della presenza del demonio sulla Terra, il diabolus è stato utilizzato secoli dopo dai musicisti che intendevano creare un suggestivo effetto dissonante.
“Il diabolus -  conclude Eco – è stato via via accettato non perché fosse diventato piacevole, ma proprio a causa di quell’odore di zolfo che non ha mai perduto.”

Stefano Crupi

19/11/2010
 
 
Tag Clouds :

umberto eco

,

storia della bruttezza

,

storia della bellezza

,

recensione

 
   LIBRI
- 'LA MENZOGNA DEL CINEMA' DI TORNATORE  
- "L'UMILTÀ DEL MALE" DI FRANCO CASSANO  
- "MODERATISMO E RIVOLUZIONE" DI ANDREA MICOCCI  
- "LA LETTERATURA NAZISTA IN AMERICA" DI ROBERTO BOLANO  
- 'SENZA TACCHI' DI FRANCESCA LANCINI  
- 'TENGO FAMIGLIA- L’ITALIA DEI PARENTI' DI CARLO PUCA  
- "MISSION TO MARX" DI LUCA BOTTURA  
- 'IL MESTIERE DELL'ATTORE' DI NINNI BRUSCHETTA  
- "LA STORIA DELLA BRUTTEZZA" DI UMBERTO ECO  
- 'ECCIDI NAZISTI' DI GIOVANNI BORRELLI  
- "L'ECONOMIA GIUSTA" DI EDMONDO BERSELLI  
- "MOLTI MATRIMONI" DI SHERWOOD ANDERSON  
- 'LE VALCHIRIE' DI PAOLO COELHO  
- "IN VIAGGIO CON ERODOTO" DI RYSZARD KAPUSCINSKI  
- UN'ESTATE DI LIBRI: 'GESÙ, IL BUDDHA E LA LEGGE DELLA VITA' DI LAURA JOUAKIM  
- UN'ESTATE DI LIBRI: 'PIOGGIA DI GIUGNO' DI JABBOUR DOUAIHY  
- UN'ESTATE DI LIBRI: 'TARICONE. LA VITA CHE DESIDERI'  
- UN'ESTATE DI LIBRI: 'ACQUA IN BOCCA' DI CAMILLERI E LUCARELLI  
- 'LE MALE VITE' DI ALESSANDRO LEOGRANDE  
- 'RITORNO NEI PRATI DI AVIGLIANO' DI FILOMENA BARATTO  
- ‘BERTOLDO, UN VICHINGO A ROMA’ DI ILENIA MALAGUTI  
- 'TERRONI' DI PINO APRILE  
- 'GOODBYE PRODI' DI ALICE OXMAN  
- "EROI DI CARTA" DI ALESSANDRO DAL LAGO  
- 'GUERRIERO DELLA LUCE. VITA DI PAULO COELHO' DI MORAIS  
- 'IL GIOVANE STALIN' DI SIMON MONTEFIORE  
- 'IL RE DEL'ULTIMA SPIAGGIA' DI ALESSANDRO FABBRI  
- 'IL PARTO IN CASA - ISTRUZIONI PER L’USO' DI ELISABETTA MALVAGNA  
- "IL PALAZZO DELLA MEZZANOTTE" DI CARLOS RUIZ ZAFON  
- "IL ROMANZO E LA REALTÀ" DI ANGELO GUGLIELMI  
- 'IL GRANDE BISOGNO' DI ROSE GEORGE  
- 'QUESTO È IL PAESE CHE NON AMO' DI ANTONIO PASCALE  
- 'EUDEAMON' DI ERIKA MOAK  
- 'I FRATELLI MINORI' DI ENRICO PALANDRI  
- 'IL CASO DELL'INFEDELE KLARA' DI MICHAL VIEWEGH  
- 'SE NIENTE IMPORTA' DI SAFRAN FOER  
- 'FRAMMENTI D'INSIEME'DI ANNA DI NARDO  
- 'IL RICATTO' DI JOHN GRISHAM  
- 'CACCIA AL PERSONAGGIO' DI GRAHAM GREEN  
- 'IL CECCHINO E LA BAMBINA' DI FRANCO DI MARE  
- "SCIENZA E SENTIMENTO" DI ANTONIO PASCALE  
- 'LA VALLE DEL KAMASUTRA' DI TONINO GUERRA, A MARZO IN LIBRERIA  
- "L'ALTRO" DI RYSZARD KAPUSCINSKI  
- "CARILLON" DI DONATO CUTOLO  
- "A CIASCUNO IL SUO" DI LEONARDO SCIASCIA  
- "EMMAUS" DI ALESSANDRO BARICCO  
- "ENAKAPATA" DI VINCENZO E LUCA MORETTI  
- "ENAKAPATA", DI VINCENZO E LUCA MORETTI  
- "IL RESTO DI NIENTE" DI ENZO STRIANO  
- "DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME" DI JAVIER MARIAS  
- "UN ANGELO IN PUNTA DI PIEDI" DI ELEONORA ABBAGNATO  
- "EFFETTI COLLATERALI" DI WOODY ALLEN  
- "LA CITTÀ DELLA GIOIA" DI DOMINIQUE LAPIERRE  
- "NOVECENTO" DI ALESSANDRO BARICCO  
- "TU, MIO" DI ERRI DE LUCA  
- “VERGOGNA” DI J.M. COETZEE  
- "ECONOMIA DELLA SAGGEZZA" DI FRANCESCO SICILIANO  
- "GUIDA ALLE MESSE" DI CAMILLO LANGONE  
- "SOTTO IL CULO DELLA RANA" DI TIBOR FISCHER  
- “LA SPARTIZIONE” DI PIERO CHIARA  
- “DINO CAMPANA. TENSIONI ESISTENZIALI E CONQUISTE D’ARTE” DI FRANCESCO MENSORIO  
- "TRISTE, SOLITARIO Y FINAL" DI OSVALDO SORIANO  
- IL LUNGO, IL CORTO E IL COMUNISTA GENTILE…  
- “LA CURVA DEL LATTE” DI NICO ORENGO  
- GALASSIA GUTENBERG FIERA DEI SUOI VENT’ANNI  
- “NOVE RACCONTI” DI J. D. SALINGER  
- “FALCONER” DI JOHN CHEEVER  
- “DEI MIEI SOSPIRI ESTREMI” DI LUIS BUNUEL  
- E’ IN LIBRERIA “SCHERZI DEL DESTINO”, OPERA PRIMA DEL GIORNALISTA GIUSEPPE MALLOZZI.  
- “THE METAPHYSICS OF CAPITALISM”, MARX ALLA RISCOSSA  
- “SPIDER” DI PATRICK MCGRATH  
- “TOKYO DECADENCE” DI RYU MURAKAMI  
- “LA TRILOGIA DI NEW YORK” DI PAUL AUSTER  
- “L’OCCHIO” DI VLADIMIR NABOKOV  
- “UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARÒ MAI PIÙ!” DI DAVID FOSTER WALLACE  
- LA VITA AGRA DI LUCIANO BIANCIARDI  
- “IL RESTO DI NIENTE” DI ENZO STRIANO  
- “IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK” DI FRANCOIS TRUFFAUT  
- “LA POSSIBILITÀ DI UN’ISOLA” DI MICHEL HOUELLEBECQ  
- “SABATO” DI IAN MCEWAN  
 


 
 
 
Fai di Tutti in Piazza la tua home page   |    inserisci nei preferiti  |  mappa del sito  |  redazione  |  pubblicità

Testata giornalistica senza finalità di lucro, realizzata su base esclusivamente volontaria e gratuita
e registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) con num. 715 del 17/09/2008.
E-Mail: redazione@tuttiinpiazza.it


 
Credits: Puntocomunicazione