"Un film nasce da un'idea, da uno spunto, da un personaggio, da una frase, da uno stato d’animo, da un’intuizione, da un fatto di cronaca, da un libro, da un episodio storico, da un sogno, da una folgorazione…" queste le parole di Giuseppe Tornatore, maestro del cinema contemporaneo, premio Oscar nel 1990 con Nuovo cinema paradiso, che ha deciso di raccontare la passione e la professionalità che si nascondono dietro la macchina da presa. In 'La menzogna del cinema', edito da Bompiani (pp.124; euro 9,00), in libreria dal 30 giugno, compie una panoramica tra le grandi firme del grande schermo. Da Kurosawa a Fellini, da Truffaut a Pasolini, i maestri della cinepresa prendono vita in una grande conversazione sull’arte dei sogni di celluloide, un percorso attraverso film e protagonisti che hanno acceso le emozioni di intere generazioni. Giuseppe Tornatore nasce a Bagheria, in provincia di Palermo, il 27 maggio 1956. Dopo aver messo in scena, appena sedicenne, testi di Pirandello e di Eduardo con una filodrammatica, si accosta al cinema girando documentari e lavorando per la televisione. Nel 1986 il suo esordio alla regia con Il camorrista, ma il grande successo arriva con Nuovo cinema paradiso (1988), vincitore del Gran premio speciale della giuria a Cannes e del premio Oscar per il miglior film straniero. Tra i film della sua lunga carriera da regista, ricordiamo L’uomo delle stelle (1995), La leggenda del pianista sull’Oceano (1998), Malèna (2000), La sconosciuta (2006). Nel 2009 ha inaugurato la Mostra del cinema di Venezia 2009 con Baarìa. Ornella Mincione
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