Dal 5 maggio in libreria, sullo scaffale ci sarà 'Il romanzo e la realtà. Cronaca degli ultimi sessant’anni di narrativa italiana', di Angelo Guglielmi, edito da Bompiani per la collana Saggistica (pp. 360; euro 20,00). L'autore traccia un originale bilancio della letteratura italiana contemporanea, dal 1950 a oggi, riflettendo sul rapporto tra realtà e rappresentazione artistica – un rapporto che chiama in causa categorie complesse come quelle di realismo o di imitazione. Contro la tesi facile di un contemporaneo “ritorno alla realtà” (in autori come Ammaniti, Lucarelli, Saviano, Scurati), Guglielmi oppone la convinzione che il reale sia orizzonte e obiettivo obbligato della scrittura. Dalla realtà il romanzo non può fuggire. Angelo Guglielmi, scrittore, critico e dirigente televisivo, è stato tra i fondatori del Gruppo 63 con Umberto Eco e Edoardo Sanguineti. Per anni critico letterario per “L’espresso”, oggi scrive per “La Stampa” e “l’Unità”. Tra i suoi libri: Avanguardia e sperimentalismo (1964), Vero e falso (1968), La letteratura del risparmio (1973), Critica e teoria, con Renato Barilli (1976), Carta stampata (1978), Trent’anni di intolleranza (mia) (1995). Ha inoltre curato le raccolte Vent’anni d’impazienza: antologia della narrativa italiana dal ’46 ad oggi (1965) e Il piacere della letteratura: prosa italiana dagli anni ’70 a oggi (1981). Nel 1995 esce dalla Rai e si trasferisce all’Istituto Luce come amministratore delegato e presidente. Dal 2005 al 2009 è assessore alla Cultura del Comune di Bologna nella Giunta diretta da Cofferati. Per la tv e la Rai ha scritto alcuni libri insieme a Stefano Balassone, tra cui Rai-TV: l’autarchia impossibile (1983), La brutta addormentata TV e dopo (1993), Senza rete (1995). Ornella Mincione
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