In un futuro non molto remoto, nella città immaginaria di Eudemonia, si sperimenta una nuova forma di carcerazione: una tuta in lattice, controllata da un supercomputer insondato nel cervello, che priva gli individui di qualsiasi contatto con l’esterno. Imprigionati in queste celle portatili aderenti, i Bane, così si chiamano, vagano per Eudemonia tenendosi lontani dai suoi cittadini: una scarica elettrica vieta loro alcun contatto con chiunque sia altro da sé. Una giornalista, Katrina Nichols, incuriosita dall'incontro con una di queste strane creature silenziose, decide di sperimentare quella che ritiene un’inaccettabile forma di tortura: vuole denunciarne crudezza e disumanità e quale miglior modo se non quello di fingersi una prostituta e di scegliere come pena quella del Bane. Katrina si renderà presto conto di aver sottovalutato il peso di questa autocondanna, ma sarà ormai troppo tardi: ogni violazione del protocollo comportamentale, oltre alla scarica elettrica, produce un prolungamento della pena. “Katrina immaginò che fosse proprio nella natura umana ignorare la sofferenza degli altri finché non se ne viene toccati personalmente.” Privata della facoltà di comunicare con qualsiasi essere vivente, incapace di assaporare cibo, di sentire odori, persino di vedere inconfondibilmente la luce esterna, Katrina sperimenta sulla propria pelle, giorno dopo giorno, il tormento di un così totale isolamento. Interverrà un particolare evento a cambiare completamente le carte in tavola, trasformando una situazione senza soluzione nell’incredibile inizio di un’intensa quanto inquietante storia d’amore: una svolta, radicale e ben architettata, questa, che conferisce al romanzo un peso specifico di tutto rispetto, emancipandolo dalla semplice fantascienza di consumo nella quale credevamo di poterlo catalogare per condurci sul baratro di una spirale vertiginosa di solipsismo dalla quale nessun lettore ne uscirà immutato. E toccando temi universali come la relatività del concetto di libertà e il desiderio di ognuno di noi di appagamento e di felicità. Non aggiungerò altro: dirò solo che la svolta si chiama Inverno e, per causa sua, Katrina comincerà a fare di tutto pur di non essere liberata. Opera divulgata prima su internet (le sue pagine hanno esordito su “Second life”) e arrivata alla casa editrice che lo ha pubblicato, la Zero 91, grazie al passaparola, Eudeamon è un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Il suo stile semplice e immediato, la storia densa di suspense e colpi di scena, le descrizioni precise, bilanciano, e rendono trascurabili, alcune ingenuità ed uno sviluppo finale forse un po’ troppo convenzionale. Stefano Crupi
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