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"Domani nella battaglia pensa a me" di Javier Marias
Il capolavoro dello scrittore spagnolo ci parla della complessità della vita e dell’inganno dei segni che lasciamo nel mondo

Le prime pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” dello scrittore spagnolo Javier Marias sono una trappola che ti incatena:

Nessuno pensa mai che potrebbe ritrovarsi con una morta tra le braccia e non rivedere mai più il viso di cui ricorda il nome. Nessuno pensa mai che qualcuno possa morire nel momento più inopportuno anche se questo capita di continuo, e crediamo che nessuno, se non chi sia previsto, dovrà morire accanto a noi.

Quello che segue non è un semplice racconto dei fatti ma il pensiero di un uomo – che procede attraverso un denso flusso di coscienza, inizialmente farraginoso poi via via più ipnotico, i cui ingredienti sono qualche ripetizione, lunghe digressioni, il soffermarsi spesso su dettagli a prima vista insignificanti – che si è trovato impelagato in una strana storia: Victor viene invitato a cena da Marta, mentre il marito è a Londra per lavoro ed il figlio dorme.
L’incontro clandestino sembrerebbe svilupparsi nel modo più convenzionale se non fosse che ad un certo punto accade il peggio: per una non precisata ragione Marta si sente male e muore in pochi minuti.

Non è morta da sola, e il fatto che qualcuno muoia mentre tu continui a rimanere vivo ti fa sentire come un criminale per un istante o per una vita.

Da questo momento assisteremo ad un continuo smascheramento, un gioco letterario di scatole cinesi che sfrutta il potere della parola - di creare suggestione e stuzzicare le corde dell’emotività - per svelare, attraverso un procedere a spirale, cosa si nasconde dietro l’apparenza.

(…) tra noi non c’era stata neppure importanza né solennità né passione ancora, forse soltanto un po’ di oscenità e un po’ di nascente affetto, non c’è stato tempo per altro, in realtà non si sa, non è accaduto quel che sarebbe dovuto accadere ma la sua metamorfosi.

Victor, che potrebbe benissimo dileguarsi, decide di infilarsi nella vita di Marta e svelarne gli intrecci, i segreti, le passioni. Lo fa senza una ragione evidente: a muoverlo sembra essere quel senso di colpa che il titolo richiama.
“Domani nella battaglia pensa a me”, tratta dal Riccardo III di Shakespeare, infatti, non è la frase detta da una moglie al marito soldato, come si potrebbe credere di primo acchito, ma la maledizione del fantasma della regina Anna sul re che l’ha fatta assassinare.

Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori.

I temi che attraversano il libro sembrerebbero quindi la morte e il senso di colpa, invece d’improvviso passano in secondo piano. Il tema principale diventa un altro, è l’inganno della memoria, che racconta solo alcuni parti di un passato e ne nasconde tante altre.
Marias ci dice che ogni segno di passaggio che lascia una vita dietro di sé non chiarisce, ma al contrario confonde senza rimedio, perché tutto si dissolve, e ciò che rimane sono solo dettagli di una complessità incomprensibile.
Victor si fingerà un amico scrittore riuscendo a farsi assumere come “discorsista” dal padre di Marta, sua eccellenza Juan Tellez. Da questa posizione defilata assisterà alle vicende familiari che la morte della giovane donna ha generato.
Al mosaico incompleto che è la figura di Marta all’inizio, esile e inerme, distesa sul letto, si aggiungono di volta in volta nuovi pezzi che sì lo completano ma nello stesso tempo lo complicano.
Quello che dovrebbe apparire più chiaro diventa col tempo più nebuloso.
Victor è razionale, non appare mai emotivamente coinvolto nelle vicende che narra, le vive nella maniera distaccata di uno spettatore solo molto curioso.
L’inganno della memoria allora coinvolge anche il suo stesso passato, le persone che ama o che ha amato: ad esempio la figura della moglie che lo ha lasciato, il cui ricordo, non essendo più rinnovato tutti i giorni, sbiadisce, si scompagina.
Arriverà a confonderla addirittura con una prostituta in un crescendo di situazioni che lascia il lettore col dubbio: è stata realtà o finzione?
“Domani nella battaglia pensa a me” è, in conclusione, un libro complesso come la vita, un romanzo dallo stile unico che ci parla in maniera originale e lucida della natura umana e della sua inesplicabile essenza.

Stefano Crupi

24/11/2009
 
 
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Domani nella battaglia pensa a me

 
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