Mi chiamo Stefano, per tanti anni sono stato dirigente d'industria. A gennaio 2010 l'azienda ha però cessato l'attività e mi sono ritrovato licenziato per giusta causa. Ho 58 anni compiuti e mi mancano circa 16 settimane per raggiungere i famigerati 36 anni di versamento per la pensione di vecchiaia. Ora sono iscritto nelle liste dei disoccupati, ma sto pagando ancora i contributi mancanti per evitare ulteriori rimandi alla pensione. Dicono che non hanno toccato le tasche degli Italiani, tutto falso! Ora come ora ho già anticipato circa 10.000,00 euro non trovando nessunissima occupazione che mi consenta di raggiungere il periodo mancante di contribuzione senza rischiare ulteriori rinvii (le precedenti riforme del sistema pensionistico mi hanno già ostacolato nel 2008 e poi ancora nel 2009). Dopo anni di lavoro e di dedizione è mortificante ritrovarsi in queste condizioni e capisco tutti i ragazzi di oggi che non riescono a trovare lavoro.. è una giungla. Scrivo da Roma. Per otto anni (fino a tutto il 2009) sono stato consulente per conto di Eutelia (poi Agile) presso la Banca d'Italia. Mi sono occupato del sistema centralizzato di sorveglianza. Dopo le note vicende che hanno interessato l'azienda ho perso il lavoro. Ad oggi ancora devo incassare la fattura relativa al giugno 2009, mentre quelle dei 5 mesi precedenti mi son state liquidate imponendomi uno "sconto" del 42%! Da allora ho inviato decine di curriculum, ma nonostante la mia comprovata esperienza maturata in 25 anni di attività, sono stato invitato solo ad una manciata di colloqui. Sicuramente i responsabili di queste aziende ritengono che una persona della mia esperienza richiede uno stipendio troppo elevato rispetto a quello che son disposti ad offrire. Di fatto, a quasi 47 anni, sarò costretto a lasciare la casa in cui vivo e tornare da mia madre, aumentando la folta schiera dei cosiddetti "bamboccioni". Franco scriveteci a lastoriasiamonoi@tuttiinpiazza.it
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