Mi accendo l’ennesima sigaretta e osservo che nel posacenere i mozziconi schiacciati stanno uno sopra l’altro, sono una dozzina. Penso che il mio conto in banca è al lumicino, al massimo due mesi d’autonomia. Tutto sommato sono stato più fortunato di altri, visto che sono “precario” dal 1992, che ho 64 anni e, forse, riuscirò ad avere una misera pensione fra un anno circa. Sono una classe in disuso in questo paese, un intellettuale. Mi sono arrangiato scrivendo qualche articolo per giornali di provincia e altre fesserie per riviste specializzate, correggendo qua e la bozze per aspiranti scrittori. In tutti questi anni le entrate, saltuarie sempre, hanno raggiunto vette massime di circa 700 euro. Se guardo avanti non vedo alcuna prospettiva di vecchiaia serena e mi capita di sfoglaire i tanti libri altrui letti in passato, probabilmente con la stessa attenzione che si dedica a scorrere l’elenco telefonico, e ritrovo frasi sottolineate, ma non ricordo il perché. Insomma, è una di quelle trite albe inutili in cui, come al solito, mi sforzo di trovare una sola buona ragione per dire che quella che sta per iniziare potrebbe essere una buona giornata. Tra poco andrò al bar per un caffè e per dare una “sbirciata” ai giornali, ché quelli almeno sono compresi nel prezzo della tazzina e osservo i ragazzi che si affrettano per l'università e lo studio. Mi viene il magone a pensarli fra qualche anno e, devo ammettere, a volte mi assale un senso di colpa. "La mia generazione ha perso" cantava Gaber, ed aveva perfettamente ragione. Cosa abbiamo lasciato a questi ragazzi, quali prospettive, quali valori? Gli abbiamo lasciato una società dove i più furbi vanno avanti, chi scende a compromessi. Bè io mi vergogno, e per quel che posso chiedo scusa. Fortunatamente non ho figli, altrimenti non saprei cosa raccontargli. I conoscenti più giovani, bonariamente, mi chiamano “vecchio”, senza immaginare che lo ero già una ventina di anni fa, quando venni buttato fuori dal mondo del lavoro con un arrivederci e grazie. Adesso si diventa vecchi ed inutili a trent'anni. Ernesto scriveteci a lastoriasiamonoi@tuttiinpiazza.it
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