venerdì 18 maggio 2012Direttore Responsabile: Ornella Mincione    Direttore Editoriale: Francesco Meola
 
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Quel male oscuro dentro di noi
L'esperta di Tuttiinpiazza oggi ci presenta un tema molto dibattutto, non solo nell'ambito della medicina, che, se non fronteggiato per tempo, può comportare problematiche anche serie

La depressione è un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda, con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione. La depressione coinvolge molteplici livelli, nella fattispecie psicologico (l’immagine che la persona ha di se stessa e degli altri), biologico (vale a dire i livelli ormonali, l’equilibrio dei neurotrasmettitori e la salute fisica generale) e sociale (il ruolo che la persona ha all’interno della famiglia, della società, eccetera). Essa può inoltre essere più o meno grave: da un calo dell’umore passeggero e recuperabile, ad una condizione cronica di abbassamento del tono dell’umore, fino alla condizione psicotica, nella quale manca la consapevolezza stessa del disturbo.

Si è soliti differenziare in tre grandi gruppi clinici le forme di depressione:

- somatogene, in cui si può postulare un rapporto di causa diretta con una malattia organica o una disfunzione somatica. In quest’ambito si distinguono le depressioni organiche (dovute ad arteriosclerosi, tumori celebrali, paralisi progressive, e così via) e le depressioni sintomatiche (che si riferiscono ai quadri depressivi postinfettivi, postoperatori, tossici, e via discorrendo);

- endogene, che rappresentano le forme classiche di depressione conosciute e descritte fin dall’antichità sotto la denominazione di melanconia; in quest’ambito si distinguono le forme depressive periodiche a decorso monopolare, caratterizzate solo da fasi depressive, e depressioni cicliche con decorso bipolare, che alternano alla fase depressiva quella maniacale. La depressione endogena è caratterizzata dall’assenza di una spiegazione (o di un evento scatenante) riconoscibile, dall’esperienza del distacco e dell’estraneità, dalla dilatazione del tempo presente, dalle alterazioni del sonno (ipersonnia diurna oppure insonnia notturna), dalla perdita di appetito e del desiderio sessuale. La depressione endogena, ancora, può essere psicotica (quando non vi è consapevolezza del proprio stare male e sono compresenti deliri di colpa, di rovina o ipocondriaci) o non psicotica;

- psicogene, la cui spiegazione profonda è strettamente connessa a motivi psicologici riconoscibili e dimostrabili. Il caso più evidente è la depressione reattiva a un’esperienza vissuta come perdita. Tale è il lutto, la delusione amorosa, l’insuccesso nell’affermazione sociale, la frustrazione delle proprie aspettative, e così via. In questa tipologia di depressione i sintomi compaiono in seguito ad un evento doloroso, il soggetto interessato presenta difficoltà nel relazionarsi con gli altri e nel comprendere i sentimenti altrui (dovute magari a frustrazioni lungo il corso della sua vita), l’insorgere dei sintomi è pressoché graduale, è possibile riscontrare la consapevolezza dei sintomi (ansia, astenia, disturbi della sfera sessuale, tendenza a manipolare gli altri ed ostilità sono quelli maggiormente emergenti in un’eventuale quadro clinico) e dei tentativi di individuazione delle cause plausibili.

I fattori d’insorgenza possono essere molto variegati, ossia fisici, chimici e climatici, oppure relativi alle esperienze di vita, all’educazione ricevuta, all’ereditarietà e ai ritmi biologici. Anche i sintomi possono essere molteplici, dall’umore depresso per la maggior parte del giorno alla marcata diminuzione d’interesse o di piacere per tutte, o quasi, le attività svolte solitamente, dalla significativa perdita di peso o dell’appetito all’insonnia, all’agitazione o al rallentamento psicomotorio, per finire all’affaticabilità (o alla mancanza, di energia durante il corso della giornata), ai sentimenti di auto svalutazione (o di colpa eccessivi o inappropriati), alla ridotta capacità di concentrazione ed ai pensieri ricorrenti di morte, come nell’ipotesi dell’ideazione dei suicidi. La cura migliore consiste nel ricorso in contemporanea alla psicoterapia e agli psicofarmaci, mentre nei casi in cui la depressione appaia meno grave, o chiaramente connessa a cause psicologiche, può essere sufficiente una consulenza psicologica o un percorso psicoterapeutico.

Chiara Cimmino

28/04/2011
 
 
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