Napoli - Esce questo weekend nelle nostre sale “Dorian Gray”, film ispirato al capolavoro di Oscar Wilde, pubblicato nel 1890. È l’undicesima versione (tra cinema e televisione) de “Il ritratto di Dorian Gray”, unico romanzo firmato dallo scrittore in cui è facile intravedere numerosi momenti autobiografici. La storia è ambientata a Londra. Dorian Gray, gentiluomo di fine Ottocento, colpisce il pittore Basil Hallward per la sua straordinaria bellezza, ingenuità e purezza, e decide di immortalarlo in un quadro. Nel giorno dell’inaugurazione della tela, il giovane Dorian stringe un patto con il diavolo: la sua anima a cambio che sia il quadro ad invecchiare al suo posto. Da quel momento, Dorian dissiperà la sua giovinezza, divenuta ormai eterna, tra teatri, salotti e bordelli, non indietreggiando nemmeno davanti a un omicidio. Dopo “Un marito ideale” e “L’importanza di chiamarsi Ernest”, Oliver Parker rinnova il suo amore per il grande scrittore inglese e sceglie l’adattamento di un classico della letteratura. A interpretare un bellissimo Dorian che non ha paura di oltrepassare i limiti del decoro e della pudicizia imposti nell’età vittoriana ci sarà Ben Barnes, già protagonista ne “Le Cronache di Narnia” nei panni del Principe Caspian. Nel film anche un superbo Colin Firth, nei panni di Lord Wotton, incallito fedifrago che trascinerà il giovane Dorian nel vortice della mondanità, corrompendone l’innocenza. Il regista Parker, nonostante una rilettura ‘dark’ del personaggio principale, resta assolutamente fedele all’opera e punta soprattutto sugli effetti speciali. Una strategia usata per presentare in modo visibile la mostruosità del protagonista o forse per rendere il film più ‘appetibile’? L’ultima parola agli spettatori.
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