Caserta - Il programma di Antonio Ricci ci ha ormai abituato alle frequenti sortite nel nostro territorio provinciale da parte dei suoi intrepidi inviati, che non faticano molto a svelare con sarcasmo e ironia le tante situazioni illegali di cui si rende protagonista Caserta e la sua provincia. Nel primo giorno del 2010, l’arrembante Luca Abete aveva mostrato a milioni di italiani lo scandalo del Polo della Qualità: il suo giro solitario nei tre piani che compongono la struttura rendeva già evidente lo stato comatoso in cui versa ad oggi l’opera, che avrebbe dovuto valorizzare appieno la piccola impresa e l’artigianato della Campania. A completare il quadro desolante dei box vuoti e spenti, del punto di accoglienza deserto, la denuncia di uno degli imprenditori che aveva investito nel progetto: “Io son fallito… ho investito qualche centinaio di migliaio di euro senza considerare gli anni di lavoro che ci sono voluti per farlo” (corsivo nostro). Guglielmo Aprile, ex-presidente del Polo della Qualità, ne spiegava poi brevemente la crisi… con la crisi economica mondiale (Tuttiinpiazza chiarisce qui le cause della situazione attuale). La domanda retorica che Luca Abete rivolgeva in chiusura di servizio al Prof. Sergio Sciarelli, Presidente del Collegio dei Liquidatori – che in realtà dovrà non liquidare, ma rilanciare la struttura – è assai azzeccata: “Questo Polo sembra naufragare / sarà stato un buon affare?”. Dalle sue parole la Qualità risorgerà dalle sue ceneri marcianisane alla fine del 2010: il traguardo sembra lontanuccio… Sabato sera è stata la volta, invece, della contraffazione dei biglietti per i concerti che Vasco Rossi ha tenuto al Palamaggiò nello scorso novembre: il Ten. Col. Michele Iadarola della Guardia di Finanza di Caserta illustrava dei dettagli che rendevano falsi alcuni ticket emessi per i sette spettacoli del rocker presso il palazzetto di Castelmorrone (risale, d’altra parte, sempre a novembre il sequestro di 22 biglietti e la segnalazione di 8 “bagarini” all’autorità giudiziaria da parte della stessa GdF). In particolare, a consentire al Nucleo di Polizia Tributaria di scoprire l’illecito sono stati l’assenza dello strappo relativo alla matrice del biglietto originale, la presenza di bordi squadrati anziché arrotondati e l’ologramma che non cambia colore a una diversa angolazione del tagliando. Su un’altra tipologia di biglietti venivano riscontrati anche dei numeri di serie non progressivi, che rendevano ancor più evidente la contraffazione, dalla quale un pubblico ufficiale della nostra terra ha saputo, in ogni caso, mettere bene in guardia il pubblico di Striscia. Angelo Ventriglia
|