 Nel 1982 un giovane e semisconosciuto Tim Burton lascia gli studi della Walt Disney per dedicarsi al suo primo cortometraggio: Vincent. Molto meno noto di “Nightmare before Christmas”, che porterà il regista alla ribalta, questo lavoro ne rivela già la peculiare ispirazione “dark” e l’inconfondibile stile. Realizzato in stop-motion (tecnica che consente di “dar vita” a soggetti inanimati di plastilina, tramite foto) il corto ha per protagonista un bambino di sette anni. Il piccolo anti-eroe, alter ego dello stesso autore, vive in un mondo tutto suo, un mondo immaginario dalle atmosfere cupe e lugubri in cui sogna di aggirarsi col suo cane-zombie: Abacrombie. Un ragazzino piuttosto strambo insomma, che, al posto delle solite fiabe, legge Edgar Allan Poe (di fatto l’episodio si chiude con una citazione da “Il corvo”) e che è convinto di essere Vincent Price, attore degli anni ’60 celebre per le sue magistrali interpretazioni in film horror. Proprio Vincent Price, peraltro idolo dello stesso Tim Burton, è la voce narrante, motivo in più per guardarlo in lingua originale. Da notare la commistione di 2D e 3D, e lo scemare della luce, con conseguente maggiore densità del nero, ogni volta che il protagonista sprofonda nel suo mondo di fantasia. Gli ammiratori del visionario regista americano sicuramente ameranno questo corto; per tutti gli altri, invece, saranno “solo” sei minuti assai piacevoli. Buona visione… Antonio Cerreto |