 Caserta - Nella conferenza stampa tenutasi ieri presso l’ormai consueta sede – la IBG in Piazza Matteotti – è stato presentato il neo presidente della Juvecaserta. Si tratta di Francesco Gervasio, giovane imprenditore casertano, che, visibilmente intimorito dai giornalisti e poco avvezzo alle telecamere, si è limitato a dichiarare il suo obiettivo principale: continuare a lavorare affinché la Juve resti ai livelli conquistati negli anni precedenti. Il presidente Gervasio aggiunge poi che la scelta di aderire al progetto Juve è stata presa di concerto con il suo socio in affari Piermario Tronco, entrambi spinti dalla passione per la palla a spicchi. Ma la conferenza stampa offre l’occasione all’ex patron Caputo di sfogare tutta la sua amarezza, troppo a lungo sopita, che è stata la causa determinante delle sue dimissioni. Rosario Caputo è un “fiume in piena” che esonda: “mi sono stancato di chiedere la carità. Ho sempre sostenuto che Caserta non ha i mezzi per affrontare la serie A; ma evidentemente qualcuno continua a non credermi. Abbiamo un budget societario di € 5.247.000, i soci compiono sforzi importanti per portare avanti il progetto, ma è arrivato un momento in cui all’ottimismo del cuore subentra il pessimismo della ragione. Ciò significa che occorre una visione pragmatica delle cose. Da solo non posso “permettermi” la Juvecaserta, perché devo tener comunque conto delle 500 famiglie che dipendono dalla mia azienda. La società è assolutamente coesa e le fondamenta sono solide, resterà lo sponsor Pepsi ed io sarò comunque azionista. Ma dalle mie dimissioni è iniziato un countdown: o la città si sveglia e supporta il bene comune Juvecaserta, oppure mi defilo, perché in fondo – come spesso qualcuno dei miei detrattori ha detto – non sono nemmeno casertano. Devo costantemente fare i conti con promesse non mantenute di alcuni sponsor o delle istituzioni, è una lotta continua e sono veramente stanco. A mio parere, le aziende che operano sul territorio, devono poi restituire al territorio. Tutti noi siamo qui per fare la nostra parte e per continuare insieme questa meravigliosa avventura, ma se al 1° luglio, redigendo il mio personale bilancio, non sarà cambiato nulla, io sarò pronto a regalare la Juvecaserta, senza un euro di debito e garantendo nei primi 3 anni € 1.000.000 ed il marchio Pepsi.” Dopo lo “sfogo” dell’ex patron, prende parola uno dei consiglieri presenti, Gianluigi Traettino, che sottolinea un passaggio del libro del direttore dell’ “Economist” Bill Emmott, che affrontando il divario economico tra il nord ed il sud Italia sottolinea come nel meridione talvolta imprenditori validi ed intelligenti siano in grado di creare veri e propri “miracoli”, riportando l’esempio del miracolo della Juvecaserta. “Mi auguro che questo possa essere un punto di partenza, perché la Juve è un valore del nostro territorio e va alimentato, altrimenti rischia di scomparire”. Sperando che le parole di Emmott possano essere d’auspicio per il futuro della Juve. Valentina Romitelli in foto Caputo e Gervasio (Buco) |