 Quest’anno Siena ha conquistato la prima Coppa Italia della sua storia, ma è purtroppo fuori dall’Eurolega per mano del Panathinaikos: quanto rammarico c’è per non esser riusciti a raggiungere le Final 4 come lo scorso anno? "Ci è dispiaciuto moltissimo, perché avevamo tutte le capacità per poter arrivare fino in fondo anche quest’anno. Purtroppo è andata così, ci sono andate comunque tutte squadre con un budget superiore al nostro. Ma il rammarico c’è". Parlando di obiettivi, adesso Siena punta dritta al suo quarto scudetto, ma le inseguitrici (Bologna, Roma e anche Milano) le daranno filo da torcere. Il basket ci ha abituato a clamorosi colpi di scena: di cosa ci sarà bisogno, da qui alla fine, per raggiungere anche l’obiettivo scudetto? "Di sicuro ci vorrà la giusta carica per arrivare pronti alle partite. Dovremo giocare meglio rispetto alle ultime uscite che abbiamo fatto, e cercare di essere tranquilli, perché nei playoff c’è pressione e invece per segnare anche più tiri aperti c’è bisogno di stare tranquilli. Inoltre nei playoff, giocando molto spesso è importante dosare bene i carichi di lavoro ed alternare le partite con un po’ di riposo, perché i ritmi sono veramente molto incalzanti". Siena è una società forte, solida, organizzata, con uno sponsor che è una garanzia; inoltre ha il giusto mix di talento e spirito di sacrificio che la rende efficace in attacco ed asfissiante in difesa: il segreto di un gruppo vincente è cambiare poco (quest’anno gli innesti sono stati Domercant e Finley) mantenendo uno “zoccolo duro” che si conosce e gioca a memoria? "Sicuramente questo è importante. Anche guardando le altre squadre del passato che hanno vinto tanto si può notare come avessero un nucleo storico di 7-8 giocatori che si conoscevano molto bene. Noi questo ce l’abbiamo e di sicuro è un bel vantaggio. Poi ci vuole una società solida, perché per tenere giocatori come Mc Intyre, Sato, ed altri molto richiesti sul mercato, non è affatto una cosa semplice e la società è stata molto brava". Cosa risponde a chi parla di favoritismi arbitrali di cui godrebbero Siena e le altre squadre blasonate? "Lo sport è fatto anche di queste cose. Io credo che se anche ci sono errori vanno accettati, perché errare è umano. Non credo comunque che ci siano dei favoritismi nei nostri confronti, gli spettatori da fuori guardano la partita e giudicano, ma riguardando bene le partite non ci sono episodi a nostro favore. Non credo proprio che gli arbitri abbiano una loro squadra preferita". Domani (oggi per chi legge n.d.r.) ospiterete Caserta, che è in un buon momento di forma e che cercherà di dare il massimo contro la capolista. Che gara si attende, e qual è il giocatore più temibile della Eldo? "Sarà una battaglia come lo sono state tutte le altre. Caserta non verrà a Siena in gita, sono praticamente salvi, ma con alcuni risultati positivi anche da parte di altre squadre hanno ancora una speranza di arrivare ai playoff e quindi saranno motivati. Hanno diversi giocatori importanti, su tutti ovviamente Diaz, Foster e Slay, che sono quelli di più talento, ma staremo attenti a tutti, anche ad esempio a Di Bella che sta attraversando un ottimo momento. Hanno una bella struttura di squadra ed una allenatore come Frates che sa gestire bene la squadra". Valentina Romitelli |