 Sabato a Bologna hai dato un bel segnale a coach Frates: ci sei anche tu… "Sono stato felice di esser entrato e di aver giocato bene…ma il segnale l’ho dato per primo a me stesso, poi al coach ed ai tifosi…" Sul piano personale, che significato assume una gara come quella giocata contro la Virtus (tua ex squadra) seconda in classifica? "Sul piano personale ti togli un bel po’ di peso di dosso; per un giocatore osservare le partite dalla panchina non è mai piacevole. Per me, poi, giocare e giocar bene proprio a Bologna contro la Virtus ha una valenza doppia: se avessi potuto scegliere una gara in cui entrare e giocar bene, avrei scelto quella contro la Virtus!" Quanto hanno influito sulla tua stagione i tuoi problemi fisici, come quello alla schiena? "Poco, perché quando il mio minutaggio si riduceva sempre più, fisicamente stavo benissimo, non avevo problemi…Quando poi ho avuto delle noie fisiche, stavo giocando poco o niente, quindi non hanno influenzato il mio utilizzo in campionato. E poi, rispetto ad altre stagioni, quest’anno non ho avuto particolari problemi". Nella gara di Bologna, cosa è mancato alla Juve per vincere, e quell’antisportivo fischiato a Larranaga (che ha riportato la Virtus in parità con Caserta) nei momenti concitati del match può essere stato un momento decisivo della gara? "Credo che alla fine del terzo quarto gli arbitri abbiano dato una bella mano alla compagine virtussina; la terna si è resa autrice di 2/3 fischiate molto dubbie (quelle su Boykins e Chiacig). In particolare dubbio era il mio fallo su Boykins, che era ancora in fase di palleggio, e gli hanno concesso i liberi; un’altra chiamata dubbia è stata la stoppata di Di Bella su Boykins…Se si aggiunge che loro non sono certo dei “brocchi”, hanno saputo sfruttare la situazione e sono stati bravi a recuperare e vincere. L’antisportivo c’era tutto. È stata una delle poche chiamate del quarto quarto che non era da criticare. Ma se a questo fischio, aggiungi poi quelli ingiusti a nostre spese, non originati da nostri errori, vedi bene che è lì che spunta un po’ di rammarico…" Secondo te, esiste dunque un po’ di sudditanza psicologica da parte degli arbitri? "Beh, la sudditanza psicologica, a mio avviso, c’è quando nel dubbio, gli arbitri deliberano in favore della squadra di casa, o comunque della squadra più forte….ma sabato ci sono stati dei fischi “mirati”, cioè che non esistono…." Siamo giunti alla fase calda della stagione…Ferrara, che ci ha superati in classifica battendo in casa la Snaidero Udine, sta dimostrando di essere una squadra forte, soprattutto mentalmente; Caserta ha giocatori validi anche in panchina: credi che la salvezza del team bianconero sia vicina (ormai mancano poche gare)? "Ferrara ha sicuramente un allenatore esperto ed un bel gruppo; è andata avanti con lo stesso gruppo e pochi innesti, questo ha fatto si che avesse un po’ di problemi all’inizio, diciamo di adattamento, ma alla lunga questa scelta ha pagato. Per quanto riguarda Caserta, noi invece abbiamo sbagliato qualche gara di troppo, come ad esempio, l’ultima in casa contro Biella. È facile dire che abbiamo giocato male, ma, ad una più attenta valutazione, in realtà ci siamo potuti allenare al completo solo venerdì e sabato: abbiamo beccato l’Angelico, che è una squadra che corre…Io credo che comunque al di là di tutto ci bastano 2 vittorie per raggiungere la quota salvezza". Sabato, nel turno prepasquale, arriva Montegranaro…una squadra che avete già battuto all’andata; cosa servirà per vincere e quale giocatore Premiata temi in particolare: Hunter, Garris, Minard…? "Sarà importante replicare la prestazione contro Bologna, cioè giocare con tranquillità e senza pressioni; poi sarà importante recuperare qualche giocatore, perché in questi frangenti è fondamentale allenarsi bene ed al completo. Poi, guardando alle individualità di Montegranaro, sicuramente sotto canestro Hunter è molto temibile: ma in occasione della gara d’andata Michelori e Frosini l’hanno marcato molto bene. Speriamo di ripetere al PalaMaggiò la stessa prestazione. Altra chiave della gara sarà poi Garris: anche su di lui, all’andata, Di Bella ha fatto un gran lavoro, e non “girando” Garris, non “gira” la squadra…Basta arginare il famoso asse play-pivot, e la vittoria potrebbe essere alla nostra portata". Valentina Romitelli |