 Varese - Nella nona giornata di ritorno la Juvecaserta si trovava ad affrontare la trasferta varesina con il “fardello” dell’eliminazione dall’Eurocup avvenuta in settimana ad opera dell’Unics Kazan. Fardello trasformatosi in pesantissima zavorra al PalaWhirlpool, in cui il team bianconero ha messo in scena probabilmente la sua peggior partita dal punto di vista offensivo (eloquente è il 12,5% nel tiro da tre contro il 43,5% varesino). Al PalaMaggiò la Pepsi strapazzò Varese vincendo per 92-80. Era importante dunque arginare un’eventuale sconfitta all’interno dei dodici punti di gap; ma le pesanti assenze e la scarsa lucidità in attacco hanno fatto sprofondare i bianconeri sul -15: la gara si è infatti conclusa 92-77. A causa dell’assenza di Tim Bowers (per un problema al piede), si registra la novità Martin Colussi nello starting con Di Bella, Ere, Jones e Williams. Varese parte con Ranniko, Goss, Righetti, Kangur e Slay. Positivo l’esordio dei padroni di casa, che conducono per 8-6 al 3’. La gara comincia in salita per la Juve, privata del suo centro Eric Williams, al quale vengono sanzionati due falli: immediato il cambio con Garri, a cui è affidato il compito di difendere sull’ex di turno, Ron Slay. Kangur colpisce dall’arco (11-8 al 5’). Il primo sorpasso ospite matura al 6’ con Colussi (11-12), ma la zona di Recalcati consente ai varesini di tornare in vantaggio: Sacripanti decide perciò di affidarsi a Doornekamp (in campo per l’assenza di Bowers) e Koszarek, al posto di Ere e Di Bella. Nonostante qualche sbavatura dei casertani, la frazione si conclude con uno svantaggio di appena un punto: 21-20. Nel secondo periodo gli starting sono completamente rivoluzionati: Stipcevic, Goss, Kangur, Fajardo e Slay per Varese; un inedito starting con Koszarek, Colussi, Ere, Doornekamp e Martin per la Juve. Colussi mantiene il distacco di un punto (23-22 al 13’). Al 16’ il punteggio segna un +10 per i padroni di casa (36-26), complici anche i ripetuti fischi arbitrali in direzione dei bianconeri. Con il rientro di Di Bella e Williams, ma soprattutto grazie a Colussi (10 punti per lui sinora), i bianconeri arginano lo svantaggio (41-36). Si va al riposo lungo sul 44-36 dopo la tripla sul fil di sirena di un ispirato Diego Fajardo. Il rientro dall’intervallo è da shock per la Pepsi, che subisce il break lombardo di 8-0 per il 52-36. I lombardi sono chirurgici dall’arco, mentre Caserta è tenuta a galla soprattutto da Martin Colussi. Al 24’ il tabellone luminoso segna un +17 per i padroni di casa (57-40). Sono tre gli uomini in doppia cifra per la Cimberio fino a questo momento, uno (Colussi, ndr) per la Juve: dato emblematico dell’efficacia del gioco corale dei lombardi rispetto a quello campano. Sacripanti prova a mischiare le carte, mandando in campo nuovamente Doornekamp; tuttavia i numerosi errori in attacco fanno scivolare i bianconeri sul -21 (69-48). Il terzo quarto si chiude sul 69-52. Nell’ultima frazione sul punteggio di 75-57 arriva la prima tripla della gara di Ere (75-60), che sembra essersi risvegliato dal torpore e comincia a macinare punti insieme a Martin Colussi (79-67 al 37’). Con Di Bella dalla lunetta la Juve riesce a tornare a -12 (83-71), prima del canestro di Kangur che, sull’ennesima distrazione difensiva dei bianconeri, porta nuovamente i padroni di casa a +16 (87-71). Nel finale accade uno spiacevole episodio: Slay esulta in direzione di Sacripanti (notoria la ruggine tra i due dai tempi di Pesaro), il quale non gradisce l’esternazione del lungo varesino e protesta beccandosi un ingiusto tecnico. Termina così 92-77, punteggio che ribalta il risultato dell’andata. Valentina Romitelli |