 Caserta - Nella giornata bianconera, indetta per dare un sostegno ad una Juvecaserta in serie difficoltà economiche, il team di Sacripanti ha ospitato la Banca Tercas Teramo, ultima in classifica. Non una gara dal grande fascino, dunque, quella in programma per celebrare questa giornata, il cui scopo ultimo è la sensibilizzazione degli amministratori e degli imprenditori di Terra di Lavoro in merito alla crisi economica che coinvolge la società di Pezza delle Noci. L’idea è stata quella di “congelare” gli abbonamenti per un giorno, consentendo l’accesso al PalaMaggiò solo ai supporters muniti di regolare biglietto giornaliero. Ai “tifosi veri” – così definiti dallo speaker Paolo Carli – è stato chiesto quindi un piccolo sacrificio a sostegno di una grande squadra dal passato glorioso, compagna impagabile delle piovose domeniche invernali, unica compagine meridionale ad aver conquistato lo scudetto. La storia, il simbolo, la passione Juvecaserta rischia di scomparire, scivolando nell’oblio e lasciando dietro si sé uno strascico di ricordi positivi indelebili (su tutti il 21 maggio 1991 e l’8 giugno 2008) ma purtroppo anche di amarezza per l’incuria degli amministratori locali, incapaci di creare interesse e coinvolgimento ai fini di un sostegno stabile e duraturo per questo gioiello casertano. Presenti all’incontro anche il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, con il sindaco Pio Del Gaudio e l’ex patron bianconero Rosario Caputo. Sin dall’inizio la gara con il fanalino di coda Teramo non soddisfa il sopraffino palato cestistico casertano, che assiste ad un numero imbarazzante di palle perse e ad un tabellone fisso sullo 0-0 per i primi 2’. Il primo marcatore della serata è Rose, a cui Teramo replica dall’arco con Amoroso (2-3). La compagine abruzzese poi, complice anche l’imprecisione in attacco e le maglie difensive piuttosto larghe di Caserta, vola sul +6 (6-12) con Dee Brown e Cerella al 5’. Passano circa 2’ a canestri inviolati prima che Maresca infili la tripla del -3 (9-12). Il primo quarto si conclude con Caserta sotto di 5: 15-20. Nella seconda frazione grazie al monologo di Righetti la Juve impatta a quota 20. Poi la difesa casertana indice un nuovo sciopero, consentendo alla Banca Tercas di aprire il break di 7-0 con Brown e Green (20-27). Al 17’ Caserta arriva a fatica sul -3 (28-31). Il 3° fallo chiamato a Borisov ed il successivo 4° per proteste consentono alla Juve di riportarsi a sole 4 lunghezze di svantaggio (30-34). La scossa bianconera arriva dal baby play di Caserta, il “ragazzino” del vivaio Domenico Marzaioli che con il gioco da 3 conduce la Juve a -1 (33-34). Ma Teramo ha l’occasione di allungare nuovamente con Cerella e Amoroso, complice ancora la scarsa attitudine difensiva degli uomini in casacca bianconera. Si va al riposo lungo sul 33-38. Al rientro Caserta appare nuovamente poco reattiva, mentre Teramo si compatta: per il team di Ramagli si tratterebbe di 2 punti succulenti in chiave salvezza. Il pubblico del PalaMaggiò rumoreggia insoddisfatto per la prestazione dei casertani, sprofondati sul -12 (42-54 al 27’); solo cori d’approvazione giungono invece dallo sparuto gruppo di tifosi abruzzesi presenti. Il parziale teramano di 11-2 ammutolisce il palazzo di Pezza delle Noci, impreparato ad una prestazione così poco convincente dei propri beniamini, in una giornata che avrebbe dovuto essere solo celebrativa per il basket casertano. Caserta è tenuta in vita dal gladiatore Righetti dalla lunetta (48-60). La terza frazione si chiude sul 50-60 per gli ospiti. Il percorso si fa in salita perché la Juve è costretta a recuperare uno scarto molto consistente e non ha uomini abbastanza lucidi ed agonisticamente “cattivi” che diano sicurezza in fase offensiva. Quando mancano poco più di 90’’ alla sirena finale Caserta si riporta a -7 (65-72): vincere a questo punto appare un’ardua impresa. Ed un primo mattone per questa impresa è costruito con tanta fatica e sudore dai bianconeri che grazie al break di 12-0, riescono a mandare la gara all’overtime dopo la tripla del sempre-più-leader bianconero Alex Righetti sul 73-73. Proprio con il gladiatore riminese si aprono le marcature del primo supplementare (76-73), che vede la Pepsi letteralmente trasformata da squadra timorosa, incerta e priva di idee in compagine granitica, lottatrice, molto più precisa dall’arco, che ribalta poco a poco il risultato con Collins, Maresca, Smith e l’uomo dal quale la Juve ormai non può più prescindere: un superlativo Alessandro Righetti. Teramo incassa un cospicuo break in poco più di 2’, provata psicologicamente e svuotata di energie per una gara che aveva praticamente vinto e che sarebbe stata importantissima in chiave salvezza. Finisce così 97-82. Sperando che questa nuova impresa possa accendere i riflettori su una delle realtà più belle ed importanti del panorama cestistico campano. Adesso le autorità locali non possono più ignorare uno dei gioielli più preziosi della nostra martoriata terra: la Juvecaserta. POST PARTITA COACH RAMAGLI: Sono orgoglioso per come la squadra ha giocato perché sta attraversando un momento di grande difficoltà. Abbiamo giocato bene a pallacanestro da ambo i lati del campo, la squadra è stata combattiva e ha dimostrato che, anche senza un americano e con la nostra ala con problemi di falli (Borisov), sa esprimere un basket di grande qualità. È doloroso perdere una partita del genere. Adesso bisogna ripartire da questa situazione per reagire agli schiaffoni che stiamo subendo da un po’ di tempo a questa parte: penso alla grande partita in casa contro Pesaro e alla gara a Cantù. Stiamo giocando bene ma purtroppo vinciamo poco. Vincendo di più riceveremmo un’importante iniezione di autostima, che sarebbe importantissima per il nostro cammino in campionato. COACH SACRIPANTI: Sono 2 punti giunti insperati. Siamo riusciti a ribaltare una situazione difficile dopo aver espresso una brutta pallacanestro, soprattutto a livello offensivo. Nel prosieguo di gara siamo riusciti ad avere migliori percentuali dall’arco. Teramo avrebbe meritato la vittoria. L’inerzia ci ha aiutato molto: loro nell’overtime erano molto deboli mentre parallelamente noi abbiamo acquistato fiducia. I canestri, che prima erano serrati, poi magicamente hanno cominciato a sorriderci. Purtroppo, nonostante la vittoria insperata, devo dire che sono 2 settimane che giochiamo male. Anche a Cremona abbiamo giocato una brutta pallacanestro. La nostra è una squadra con talento limitato. Adesso è arrivata un’altra tegola: Stipanovic ha un problema alla caviglia e starà fuori per un po’. Collins e Righetti in settimana hanno avuto un problema intestinale. È molto difficile lavorare con squadra decimata. In questo frangente Tusek sarebbe stato utilissimo, ma Cremona lo ha firmato offrendogli un contratto fino a fine stagione, cosa che noi per i problemi economici che stiamo affrontando, non avremmo potuto offrire. Siamo in condizioni risicate ma per fortuna abbiamo vinto. Aspettiamo con ansia i tempi di recupero di Stipanovic. Valentina Romitelli |