 Roma - Al PalaLottomatica è andato in scena un classico della palla a spicchi: la sfida eterna tra Roma e Caserta. Una sfida dal peso specifico notevole, perché chi la spuntava aveva maggiori chance di proiettarsi nella post season. Entrambe le compagini, lasciato alle spalle il periodo critico attraversato nella prima fase di campionato, avevano voglia di raggiungere i playoff. I capitolini avevano vinto le ultime cinque partite casalinghe imponendo il loro ritmo all’avversario; i casertani avevano gran voglia di riscatto dopo la sconfitta casalinga nel derby contro Avellino. Purtroppo gli dei del basket sono stati ancora una volta malevoli con i bianconeri, che, nonostante una Roma non proprio brillante, non sono riusciti a portare a casa la vittoria, deponendo le armi per 74-68. Gli starting: per Roma in campo Washington, Dedovic, Datome, Dasic, Traoré; Caserta è in campo con Koszarek (per l’assenza di capitan Di Bella a causa dell’infortunio alla caviglia patito nel derby contro gli irpini), Bowers, Ere, Jones e Williams. Le squadre partono molto contratte, stentano a carburare e nei primi minuti l’imprecisione in attacco pregiudica lo spettacolo, così che al 3’ il punteggio è di appena 2 pari. Nella seconda parte del periodo si comincia a macinare punti, fino al sorpasso degli ospiti al termine dei primi 10’ (18-20). Incoraggiante l’atteggiamento dei bianconeri sotto il profilo della determinazione; incoraggiante perché nelle ultime uscite gli uomini di Sacripanti sono stati deficitari proprio sotto il profilo della reazione, a fronte dei fisiologici up&down di gara. Nel secondo periodo entra Garri (accolto dai fischi del pubblico capitolino) al posto di un abulico Jumaine Jones, mentre Bowers incrementa il distacco (21-26 al 12’): è lui, con Williams, il miglior marcatore per la Juve in questi primi giri di lancette (otto per entrambi). Il vantaggio bianconero dura poco: una Roma “rivisitata” riesce a impattare con Gordic (29-29 al 17’) e poi passare nuovamente in vantaggio, soprattutto con Dasic e Gordic. I primi 20’ si chiudono 38-33. Al rientro la Roma continua a gestire l’esiguo vantaggio (42-37 al 22’), mentre Dedovic provoca il terzo fallo di un più che positivo Williams, autore sinora di 16 punti (saranno 18 i punti totali). La macchina offensiva dei capitolini sembra aver ingranato la giusta marcia: al 24’ il punteggio è di 49-39. Ancora una volta è Williams a togliere le castagne dal fuoco, arginando lo svantaggio (49-41). Nonostante gli errori in attacco e le rotazioni ridotte all’osso, la Juve riesce comunque a reagire con Jones, che la riporta a -4 (53-49). Ma la terna sanziona il quarto fallo alla colonna portante del gioco bianconero Eric Williams, al quale si sostituisce Garri. La difesa a zona di Caserta produce due recuperi per i campani, prima che Koszarek riapra la gara portando la Pepsi a -1 (53-52 al 28’). Nel momento migliore per la Juve viene addebitato un fallo antisportivo a Jones per il “faccia a faccia” con Datome. Ma questo non fa altro che risvegliare la tigre addormentata Jones, che, nell’azione successiva, infila la tripla del nuovo sorpasso casertano; il lungo di Cocoa, galvanizzato dalla tripla, provoca il pubblico romano beccandosi il fallo tecnico. Datome in lunetta ripristina il vantaggio romano (56-55). La terza frazione si chiude 59-57. Jones protagonista indiscusso dell’ultima frazione riporta la gara in parità (59-59), ma la Juve soffre l’assenza di Big E. Decisamente non è la serata di Garri, sostituito dopo l’ennesimo errore in attacco da Martin. Al 36’ Bowers sigla il nuovo sorpasso per gli ospiti (63-64), che prospetta un finale incandescente. Nonostante la raggiunta parità a quota 68 la Pepsi, senza il suo uomo migliore Williams (fuori per il quinto fallo) e nonostante la grinta di un immenso Jones, è costretta a issare bandiera bianca, dopo il +6 per la Lottomatica firmato da Washington, per il 74-68 che chiude la gara. Valentina Romitelli |