 Caserta - L'8 giugno è una data legata a filo doppio con i colori bianconeri: 2 anni fa la Juve in gara 4 contro Jesi riconquistava la Lega A. In un’altra gara 4, stavolta a Milano e dal diverso peso specifico, la Pepsi non mette a segno il match point per passare in finale scudetto. Ai ragazzi di coach Sacripanti manca la giusta cattiveria per chiudere la serie sul 3-1: tutto è perciò rimandato a gara 5 al PalaMaggiò. A sostenere i biancorossi sugli spalti è presente anche l’ex Armani Jeans nonché stella dei New York Knicks Danilo Gallinari. Altre illustri presenze nel parterre milanese sono il presidente della LegaA Renzi, il presidente del CONI Petrucci, il patron della Virtus Bologna Sabatini, Djordjevic, Fabrizio Frates, Luca Bechi, Attilio Caja. Starting 5: Finley, Mordente, Hall, Maciulis, Rocca; Di Bella, Bowers, Ere, Jones e Marquis. I primi punti sono di marca milanese con Maciulis, a cui fa eco Marquis per Caserta (2-2). Milano riesce a raccattare una palla dalla spazzatura, ma il passaggio per Rocca non si trasforma in assist: il lungo è stoppato dal pariruolo bianconero Marquis, che poi realizza 2/2 dalla linea della carità (2-4 al 2’). Milano passa in vantaggio al 3’ con la tripla di Mordente (9-6). Il team biancorosso prova un primo allungo con il minibreak di 7-0 spezzato da Marquis (6 punti per lui nei primi 5’ di gioco). Ere riporta la Pepsi con il muso in avanti (12-11 al 6’), prima del nuovo sorpasso meneghino (13-12). Monroe e Mancinelli rilevano Mordente ed Hall, mentre Koszarek, entrato al posto di Di Bella si mette alle calcagna di Finley. L’ex fortitudino è come una sostanza eccitante per il suo team: appena entrato mette a referto i 10 punti consecutivi del +4 meneghino (saranno 21 i suoi complessivi). La frazione si conclude 26-22. L’Armani allunga il passo con il +10 di Mordente e Mancinelli (32-22 all’11’). Per Caserta entra in campo il gladiatore Michelori, e la sua presenza sul parquet si fa subito sentire: i canestri del -6 (34-28 al 14’), i recuperi, tanta sostanza sotto le plance ed uno sfondamento subito da Mordente che smorza l’inerzia meneghina. Ma è ancora una volta uno scatenato Mancinelli ad incrementare il vantaggio milanese (per lui 17 punti in altrettanti minuti di gioco) per il nuovo +6 dei padroni di casa (39-33). La gara è frammentata da varie gite in lunetta: si va al riposo lungo sul punteggio di 41-35. Nei primi minuti della terza frazione Milano vola a +10 (47-37 al 21’) con Rocca, Finley e Mancinelli. Al termine dei primi 20’ la Pepsi ha un imbarazzante 2/11 dall’arco (18%) che confrontata con il 42% dei padroni di casa la dice lunga sul vantaggio meneghino. Sul +12 di Milano coach Sacripanti è costretto al timeout. Al rientro l’Armani allunga ancora (61-44 al 25’). In questa frazione i meneghini macinano un vantaggio di 21 lunghezze (70-49): il parziale di 17-4 per le casacche biancorosse fa concludere la frazione sul 74-54. Il quarto periodo è una lenta agonia per i casertani, annichiliti dal vantaggio accumulato dall’Armani Jeans, sempre più consistente. Sul +19 (81-62 al 35’) coach Sacripanti regala qualche minuto di playoff anche al giovane prodotto del vivaio bianconero Salvatore Parrillo. La gara termina con Caserta che si affida al secondo quintetto: in campo oltre a Parrillo, Koszarek, Doornekamp, Martin e Marquis. Alla sirena il tabellone segna 91-74 per i padroni di casa, che sono attesi già giovedì a Pezza delle Noci per la gara del “dentro o fuori”. Valentina Romitelli foto: LaPresse |