 Roma - Il clima del PalaTiziano è tiepido ma accogliente come una sala da the in stile vecchia Inghilterra, ben diverso dal rovente PalaMaggiò di appena una settimana fa contro Milano. Circa tremila anime palpitanti sulle gradinate circolari di questo mini-palazzo (la casa storica della Virtus Roma), per assistere ad una gara che negli anni ’80 significava scontro al vertice, mentre ora è ridimensionato a sfida di media classifica (prima della gara le 2 compagini erano entrambe a quota 8 punti in classifica). Poi gli impavidi guerrieri condotti da coach Sacripanti hanno guadagnato 2 punti in più, violando il PalaTiziano per 82-89. Dai primi giri di lancette si intuisce che non sarà una gara spettacolare: ed infatti, dopo una partenza molto soft della formazione ospite, l’Acea sembra avere in pugno la gara. Ma non ha fatto i conti con una Caserta-ammazza-grandi, una formazione stoica, che sa soffrire senza subire divari incolmabili e sa tirare fuori gli artigli al momento opportuno, senza sudditanze psicologiche nei confronti di avversarie più forti e blasonate. E così la piccola “ammazza grandi”, dopo Siena e Milano, miete un’altra illustre vittima: l’Acea Roma. Un gran risultato per la piccola Pepsi con problemi di budget e di infortuni; un gran passo falso per la formazione di Lardo, scavalcata in classifica proprio dai bianconeri. Dopo la palla a 2 è la squadra di casa ad aprire le marcature e portarsi avanti con Gordic e Crosariol. Il parziale è 8-0 al 2’, con uno scatenato Crosariol che fa pentole e coperchi: doveroso il timeout di Sacripanti. Finalmente al rientro arrivano i primi 2 punti per la Pepsi con Collins (8-2 al 3’). La Juve sembra aver accusato il colpo della straripante partenza capitolina e non attacca il canestro. È Andre Smith a ricucire un gap che cominciava a farsi pesante, dopo un rocambolesco recupero di Maresca (17-11). A 2’ dal termine della prima frazione entra Mordente ed il numero di recuperi e di canestri giallorossi comincia a salire, anche grazie al prezioso apporto di Dedovic. Il quarto termina 20-15. Al rientro dal miniriposo è di nuovo break capitolino (6-0), cui pone rimedio uno degli ex di giornata Tusek (26-18 al 13’). Dopo il tecnico per proteste a Sacripanti e l’1/2 dalla lunetta di Datome, al 15’ la Juve scivola a -15 (33-18). Roma si rilassa ed smorza l’intensità difensiva: Caserta ne approfitta e comincia a rimediare ai molti errori in fase d’attacco, con Smith ma soprattutto con Collins che da 3 accorcia le distanze (35-27). Coach Sacripanti decide di giocare la carta Ciorciari (probabilmente alla sua ultima gara in bianconero) e con lui in campo Caserta va a -6 (38-32). Il periodo si conclude 39-32. È una Juve diversa quella uscita dagli spogliatoi, una Juve che deve assolutamente ribaltare le pessime statistiche del primo tempo (in primis a rimbalzo dove subisce un differenziale in negativo di 8: 21 vs 13). Ci riesce grazie ad un gioco corale ed al risveglio dal torpore di un Fletcher in affanno nel primo tempo, portandosi a -3 (46-43 al 25’). Ma Roma è pronta alle contromisure e la sua arma segreta ha il nome di Marco Mordente, che sigla il nuovo +6 dei padroni di casa (49-43). Nel momento più critico per i bianconeri Tusek, Maresca e Doornekamp ridimensionano lo svantaggio: il quarto si chiude 58-53. L’ultima frazione si apre con Caserta che finalmente impatta a quota 58 grazie al gioco da 3 di Righetti, che poi porta in vantaggio i bianconeri (61-62). È un vantaggio che dura il tempo dell’azione successiva: Roma si ricompatta e con Datome rinforza il vantaggio (69-61 al 34’). La Juve si riavvicina ma il vero scudo protettivo dell’Acea è Gigi Datome, che la respinge a -5 (74-69). A questo punto arriva l’errore fatale di Dedovic & co.: il prematuro rilassamento in fase difensiva e la convinzione di dover solo gestire la gara negli ultimi 2’ fa incamerare ai padroni di casa un parzialone di 10-2 che conduce alla vittoria ospite per 82-89. Dopo il Palaestra la Juvecaserta espugna anche il PalaTiziano. Ed è una vittoria preziosissima perché fa morale, crea interesse, genera entusiasmo nel momento più critico, nel momento in cui la società, annaspando tra mille incertezze economiche, ne ha maggiormente bisogno. Un plauso particolare va al pubblico romano, che ha dimostrato grande civiltà e sportività. E questo rende stucchevole la decisione delle autorità romane di proibire la trasferta alla tifoseria ospite. ROMA: Marchetti, Tonolli, Mordente 14, Crosariol 6, Datome 14, Dedovic 19, Dasic 4, Gordic 9, Tucker 7, Slokar 9. Ne: Maestranzi, Di Giacomo. CASERTA: Rose, Maresca 9, Ciorciari, Righetti 20, Collins 17, Smith 21, Tusek 11, Doornekamp 3, Fletcher 8. Ne: Rianna, Di Monaco, Cefarelli. Valentina Romitelli foto: Ciamillo&Castoria |