 Napoli - Una bella letterina e tre firmatari: il Presidente della Regione Caldoro, il Ministro Rotondi ed il sottosegretario Carlo Giovanardi. Destinatario della missiva il Presidente del Consiglio Berlusconi, con un monito ben preciso: ridare importanza al sud nei piani del Pdl. Ed effettivamente alla tesissima riunione dei vertici del partito a palazzo Grazioli del 20 e del 21 agosto non è stato invitato nessun esponente del partito del mezzogiorno (fatta eccezione per il Ministro Alfano e l’immancabile Marcello Dell’Utri). Che il sud conti poco e niente per Berlusconi? Certo dopo la vetrina dell’emergenza rifiuti (che è stata insabbiata e non risolta) e le piazzate della campagna elettorale, non lo ha visto più nessuno da queste parti. C’era un famoso “piano per il Sud” di cui nessuno ha più sentito parlare e così, oltre la lettera, il Presidente Caldoro ha chiamato personalmente il presidente Berlusconi per ricordarglielo. Ma la questione è interna al partito, alle sue gerarchie ed ai suoi reali fini:” Per il rilancio del Pdl – dice Caldoro - bisogna abbandonare la logica del partito pesante che ha caratterizzato i partiti della prima Repubblica. È necessario seguire il modello americano che prevede la partecipazione di più popolo e meno gerarchie. Nella nuova organizzazione deve avere un peso specifico il Sud. È centrale e strategica la questione del Mezzogiorno. Occorre la presenza di più classe dirigente del Sud nei ruoli di responsabilità del Pdl." Poi aggiunge:" È necessario muoversi in coerenza col governo regionale, mettendo insieme le forze che sono maggioranza a palazzo Santa Lucia. Occorre concedere pari dignità ai partiti alleati”. Il riferimento esplicito è alle elezioni del Sindaco di Napoli ed alla polemica sorta con Cosentino che ritiene che quel posto appartiene di diritto ad uno del Pdl, mentre Caldoro è dell’idea che per rafforzare la Regione sia opportuno cederlo all’Udc. Quindi pari dignità nel partito e con gli alleati. Dati i tempi comunque i tre firmatari hanno tenuto a ribadire la loro lealtà al Presidente e la fiducia nel suo operato. A rafforzare il concetto è intervenuto Massimo Grimaldi, presidente della commissione regionale Bilancio:”L’approfondimento necessario e costruttivo di importanti questioni politiche non significa mettere in discussione la leadership del presidente Berlusconi che resta l’unico punto di riferimento del presidente Caldoro”, e assicura “Non saremo una spina nel fianco del premier”. In realtà il dubbio che si tratti di un “patti chiari amicizia lunga” c’è, e date le tensioni con i finiani e la crisi di governo che si prospetta nelle prossime settimane una tiratina di giacchetta al Comandante in Capo Serve a ricordargli i suoi impegni presi in campagna elettorale ed il plebiscito di voti tributatogli dai campani. Insomma tutti auspicano un cambio di rotta da parte di questo Governo, compresi i suoi dirigenti campani. Ma ancora di più i cittadini, stanchi ormai di questo teatrino triste e vergognoso che è la politica italiana. Raimondo Simonetti |