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Caldoro: "Basta campanilismo. Bisogna fare squadra"
E' stato un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato ieri dagli industriali casertani durante l'incontro con il candidato alla presidenza della Regione Campania
 
Caldoro:

Caserta - E' stato un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato ieri dagli industriali casertani durante l'incontro con il candidato alla presidenza della Regione Campania Stefano Caldoro. Molti i settori analizzati dal candidato insieme al presidente dell'Unione Industriali Antonio Della Gatta. Il presidente ha messo sul tavolo argomenti scottanti della realtà economica e sociale casertana: il degrado ambientale, la bonifica di alcuni territori come i Regi Lagni, la legalità,il meccanismo del credito d'imposta, il turismo, le infrastrutture (toccando le note dolenti dell'interporto di Marcianise e del policlinico), per poi proseguire con l'aereoporto di Grazzanise e le attività della filiera bufalina e di quella della seta.

"Siamo ultimi e penultimi nel Mezzogiorno - ha esordito il candidato Caldoro -. Secondo le stime, negli ultimi 10-15 anni c'è stato un declino del nostro credito. Sono stati anni terribili per nostra economia". La spiegazione di questo fenomeno, secondo Caldoro, "è sicuramente la cattiva politica. Nel senso che il forte campanillismo che ha caratterizzato le mentalità di questi anni ha offeso le comunità e non si è saputo fare un gioco di squadra tra le comunità campane". E' ovvio che Caserta "abbia una grande capacità competitiva grazie al suo territorio e alla sua posizione geografica", ha continuato Caldoro, che ha anche ricordato che il capoluogo anni fa fu il suo primo collegio elettorale.

"Abbiamo bisogno di una semplificazione amministrativa e garantire tempi certi di intervento - ha detto l'esponente Pdl rispondendo ai quesiti di Della Gatta -. Abbiamo bisogno di ripensare al sistema di credito e sappiamo che Frattini lavorerà per l'agenzia Euro Med a Napoli". A questo punto Caldoro ha ricordato che "molto deve nascere dalla collaborazione locale. Nel senso che il Governo dovrebbe avere potere decisionale su grandi linee, ma il territorio dovrà poi gestire queste grandi linee e applicarle liddove riterrà opportuno. Fino ad ora c'è stata grande confusione, per questo molti progetti non hanno avuto buon esito".

Molte le industrie, specialmente piccole, che si trovano in difficoltà e ancora tante potrebbero chiudere a causa di  mancanza di fondi, anche quelli europei. "Dobbiamo fare un piano, quello dei grandi progetti - ha spiegato il candidato alla Regione -. E' chiaro che in quest'ottica per molte singole imprese non ci saranno vantaggi, ma la previsione di crescita collettiva sarà grande".

Ornella Mincione

12/03/2010
 




 
 
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