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Immobilizzato nel letto non va ad una visita di controllo. L'Inps gli nega la pensione
Un ragazzo idrocefalo che lotta per la vita da 28 anni non si è potuto presentare ad una visita e gli è stata tolta l'indennità "È giusto fare controlli e colpire i falsi invalidi, ma non deve andarci di mezzo la gente che soffre" dice il padre.
 
Immobilizzato nel letto non va ad una visita di controllo. L'Inps gli nega la pensione

Napoli - “Gentile signore a seguito del ricalcolo della prestazione in oggetto è stato accertato che lei ha riscosso un importo superiore a quanto spettante. Potrà rivolgersi agli uffici dell´Inps per ogni ulteriore chiarimento.” Il “gentile signore” in questione si chiama Pasquale, è un ragazzo che vive con i suoi genitori in una strada senza uscita del quartiere Ponticelli. Ma vivere non è il verbo esatto. Da ventotto anni Pasquale è immobilizzato nel letto perché idrocefalo e questa sua deformazione gli ha provocato una ipertensione endocranica. Il liquido continua ad accumularsi nella sua testa divorando il tessuto cerebrale. Il padre, disoccupato da 14 anni legge la diagnosi imparata ormai a memoria: tetraparesi spastica grave in soggetto portatore di Shunt ventricolare peritoneale, non deambulante con afasia totale. Insufficienza respiratoria.

Secondo l’Inps Pasquale avrebbe dovuto presentarsi ad una visita di controllo a marzo scorso, ma non ci è andato, e allora gli ha tolto la pensione di invalidità. Sono 740 euro che non bastano nemmeno a pagare le medicine dice la madre:”Ma l´Inps non ci ha mai comunicato la necessità di sottoporre Pasquale a un´altra visita. Fra l´altro, il tipo di patologia esonera mio figlio da ulteriori accertamenti.” L’ente previdenziale conferma, ma solo. dopo le proteste dei genitori del ragazzo e una denuncia sporta ai carabinieri di Ponticelli contro il ministro dell´Interno, contro il direttore generale dell´Inps e quello della sede di Napoli, i medici hanno accertato l´esenzione dalla visita per Pasquale.

E' una lotta contro la burocrazia e la malasanità che i suoi genitori combattono da ventotto anni. Ma Pasquale non lo sa. “Vive in un mondo tutto suo”, racconta Anna, la madre “Non ha mai parlato”. Ha alle spalle una decina di interventi al cervello e allo stomaco superati nell´incredulità dei medici, che più volte lo hanno dato per spacciato ed ha già ricevuto due estreme unzioni. Ha una gran voglia di vivere Pasquale, sorride quando vanno a trovarlo i nipotini, i figli della sorella minore. “Chi difende "gli ultimi" dalle ingiustizie?  Sono 28 anni che i diritti di mio figlio vengono calpestati. Ho denunciato l´Inps: se non gli ridanno la pensione d´invalidità questa volta vado fino in fondo, sono disposto a cospargermi di benzina nella loro sede”.
L’Inps con quella lettera a luglio aveva chiesto la restituzione di 2990 euro che non gli spettavano secondo un loro “ricalcolo”, poi la sospensione della pensione per una visita non fatta. Ora la direzione assicura che al più presto saranno rimesse in pagamento indennità e pensione, ma l´ultima parola spetta poi alla Commissione medica superiore di Roma che potrebbe sconfessare quella napoletana, rilasciato in base alla documentazione presentata dal padre del ragazzo. La caccia a Pasquale non è finita.

Raimondo Simonetti

28/08/2010
 




 
 
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