 San Leucio - OfficinaTeatro questo fine settimana propone una propria produzione, un esilarante spettacolo, partorito dal formidabile estro creativo del suo versatile direttore artistico Michele Pagano. In cartellone da venerdì 15 a domenica 17 aprile "Le Matronnole", pièce scritta, diretta ed interpretata da Pagano, affiancato in scena da Antimo Casertano e Damiano Rossi. Il monito, quasi minaccioso, è "sparleranno anche di voi". Ma niente paura, non c'è nulla da temere se non di ridere oltremisura e identificarsi con quanto e chi viene raccontato. Le protagoniste sono tre donne, vedove e madri. Ma le donne non sono interpretate da tre attrici, ma per l'appunto da tre attori. Niente di strano per il teatro antico, che affidava parti femminili ad uomini. E niente di anomalo anche per la tradizione del teatro comico, che fa di quest'espediente uno straordinario punto di forza, atto a generare risate. E infatti la trovata è riuscita, e dà luogo ad un risultato irresistibile. Per antonomasia il salone del parrucchiere è il regno del gossip. E quando queste tre donne si ritrovano sedute una accanto all'altra sotto il casco asciugacapelli, il pettegolezzo regna sovrano. Le donne, e non solo per clichè, sparlano soprattutto di altre donne. Visto che le donne in questione sono suocere, non possono non sparlare delle nuore e delle consuocere. Ed ecco che si susseguono incessanti ed incalzanti dialoghi tra queste roboanti matrone, pieni zeppi di ricriminazioni e invettive. Il linguaggio più adatto a questa trama non poteva che essere il dialetto napoletano, con i suoi epiteti gustosi e le sue espressioni colorite. Lo strumento espressivo che si accompagna ad hoc a questo linguaggio è costituito da divertentissimi intermezzi musicali a ritmo di rap neomelodico. Filo conduttore dei ragionamenti delle tre è la constatazione che i tempi sono cambiati. Per dirla in latino, come loro proprio non direbbero, "mala tempora currunt". Il confronto generazionale è inevitabile, e in questo scontro pseudo bellico i tempi moderni ne escono sconfitti. Il bersaglio preferito rimangono le nuore "malafemmine", che "non sono come erano loro", che non conoscono il sacrificio, che vogliono pochi figli, e di quelli che hanno non se ne occupano. Hanno la polacca che bada ai figli, alla casa, a tutte le incombenze. E loro? Trascurano i mariti, mentre si dividono tra maschere di bellezza e carrelli della spesa pieni di cibo integrale e dietetico. Tutto questo mentre le suocere recitano rosari, si imbottiscono di medicine, discutono su quale sia il detersivo migliore e si lamentano dei mariti morti. Ma se i mariti sono morti, le passioni, represse in gioventù, non lo sono per niente. Ma sono messe a riposo perchè anche le chiacchiere della gente sono più vive che mai. Insomma queste tre suocere, per la loro lingua velenosa generatrice di battute al vetriolo, nessuno vorrebbe conoscerle, ma tutti le conoscono. Sembra di vederle davvero, in qualche piazza, in qualche bar, nella cucina di una loro. Gli aneddoti, le manie, i rituali ( come quello del matrimonio che al sud ha un suo preciso cerimoniale, guai a non rispettarlo!), sono tipici dell'entroterra casertano, così come la loro parlata. Ma in realtà poi, per dirla a suon di proverbio, come farebbero le tre protagoniste, " tutto il mondo è paese". Le tre spassosissime signore possono essere le nostre mamme, le nostre zie, le nostre nonne. Spaccati di quotidianità, frammenti di vita, luoghi comuni che corrispondono al vero. Gli spettatori non sono semplici osservatori esterni, ma si ritrovano tra le righe del copione. Risate a profusione e un plauso ai tre interpreti, che un pò ricordano il mitico trio della Smorfia, che analogamente basava la propria comicità su sketch che prendevano spunto dalle tradizioni e situazioni quotidiane tutte napoletane. La penna di Pagano in questa annata ha fatto riflettere, emozionare (Sia santificato il mio nome, Il mago di OZ), e in questo caso fa divertire a dismisura, dipingendo mirabilmente un quadro di famiglia tutto nostrano. Nessuno scamperà ai pungenti attacchi dialettici delle deliziose matronnole! Angela Lonardo |