 Caserta - Oltre quattrocento persone per il battesimo di "Speranza Provinciale", il movimento civico di Terra di Lavoro ispirato dall'onorevole Sergio Tanzarella che ha riscosso applausi a scena aperta per la sua introduzione: "Siamo a favore della gente perbene e umile della nostra provincia e contro la camorra della criminalità e la camorristicità dei partiti del centrodestra e del centrosinistra". A momenti veniva già la strapiena aula della parrocchia "Santissimo Nome di Maria" a Puccianiello (Caserta). Dopo l'introduzione di Tanzarella, l'intervento articolato dell'ex sindaco di Casagiove (nonché presidente del Comitato Caserta città di Pace) Peppe Vozza. A seguire gli interventi e le adesioni di: Maria Carmela Caiola (Presidente Italia Nostra), Giuseppe Messina (LegaAmbiente Caserta), Alfredo Di Patria (segretario Rinascita Cittadina Santa Maria Capua Vetere), Mena Moretta (Presidente associazione Acqua Pubblica), Francesco Silvestre (presidente Comitato emergenza rifiuti), Gaetano Rivezzi (responsabile provinciale e meridionale di Medici per l'Ambiente), Enzo Cenname (sindaco di Camigliano), Franco Nigro (ex sindaco di San Nicola La Strada), Irene Maffini (Presidente comitato Mamme di Marcianise), Claudio Lunghini (Presidente associazione "Amici di Eleonora" malati terminali), Mario Mastrostefano (presidente Comitato per la Democrazia Partecipativa), Francesco Vicino (Centro Sociale Ex Canapificio), Giulia Casella (LegAmbiente Sessa Aurunca), Gino Di Santo (docente universitario ex assessore comunale Gricignano), Paolo Miggiano (presidente Tribunale dei diritti dei malati di Napoli e Caserta). All'unanimità la Costituente ha approvato i sette pilastri programmatici che, suscettibili di ulteriore modifiche, saranno presentati al vaglio degli elettori e delle elettrici della provincia di Caserta. PRIMO PILASTRO: un nuovo modello di sviluppo È nel quadro della questione ambientale, della lotta alla camorra e all'illegalità diffusa, alimentate da un uso speculativo e d'affare del nostro territorio, che vanno ricollocati i problemi del modello di uno sviluppo alternativo teso al bene collettivo che deve prevalere ad ogni livello individuale, istituzionale e produttivo. SECONDO PILASTRO: basta case, basta cemento: un ruolo regionale per la provincia di Caserta La questione urbanistica, fondata su un nuovo ruolo dirigente delle nostre città come difesa della nostra identità territoriale dall'invasione ed espansione dell'area metropolitana di Napoli. Il pratico impoverimento a una "Caserta logistica" nega ogni possibile sviluppo. Caserta e la sua provincia devono riappropriarsi del grande ruolo regionale e meridionale attraverso cui passa l'obiettivo di un riequilibrio territoriale della Campania. TERZO PILASTRO: agricoltura e agroindustria Il giusto uso di una risorsa territoriale unica ed inimitabil, l'agricoltura e l'agroindustria quali motori dello sviluppo e dell'occupazione e nessuno spazio per cave, industrie insalubri e aeroporti. QUARTO PILASTRO: l’immateriale L'immateriale quale strumento di crescita e di nuova occupazione (cultura, università...). QUINTO PILASTRO: Volturno, spiagge e mare Riassetto e salvaguardia del Volturno e della costa domitiana, bonifica, manutenzione e valorizzazione del territorio quali priorità assolute e risposta effettiva, vera, strutturale e duratura alla vivibilità e all'occupazione. SESTO PILASTRO: una politica esemplare Invertire le gerarchie sociali e dei valori sottraendo Caserta a una classe di politicanti culturalmente impreparati, subalterni, parassitari, opportunisti, spesso corrotti, trasversali e trasformisti, legati ancora alla vecchia logica dell'intervento straordinario e assistenziale. Dare prova di una politica come impegno disinteressato che si offre al controllo dei cittadini, rende conto del proprio operato e li ascolta nelle scelte decisive. Gli eletti si impegnano a rendere pubbliche le proprie dichiarazioni dei redditi e lo stato patrimoniale, si impegnano a rinunciare a privilegi e benefici che possano derivare dal proprio stato di consiglieri provinciali, si impegnano a rinunciare a incarichi professionali in enti pubblici o consorzi, si impegnano se assessori a sospendere la propria attività professionale per svolgere esclusivamente il proprio compito istituzionale, si impegnano a incontrare periodicamente (almeno due volte l’anno) i cittadini del proprio collegio per informarli dell’attività svolta, ascoltarne le indicazioni e sottoporsi al loro giudizio. SETTIMO PILASTRO: una provincia per la giustizia sociale Blocco di consulenze, viaggi e spese di rappresentanza e investimento in: promozione e sostegno della cultura (dalle biblioteche all’edilizia scolastica, dal dialogo interculturale alla collaborazione con tutti i gruppi di volontariato operanti nella provincia di Caserta); servizi sociali adeguati a rispondere a tutti coloro che vivono condizioni di disagio, di esclusione e di marginalità. Mario Tudisco |