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mercoledì 10 marzo 2010                                                                                                                    Direttore Responsabile: Ornella Mincione    Direttore Editoriale: Francesco Meola
 
AMBIENTE

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Illudere con l'incenerimento
La materia in uscita da un inceneritore è il doppio di quella in entrata
 
Illudere con l'incenerimento

"Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” non è solo un lontano eco di studi di chimica liceale ma è il principio che mette in risalto l’attività illusoria di un inceneritore.
Credete forse che i rifiuti che vengono bruciati scompaiono magicamente nel nulla (abracadabra)? La risposta è no. Incenerire un rifiuto significa cambiare la sua composizione chimica.
Con l’inceneritore i rifiuti non riposeranno più lungo le strade ma verranno sepolti nell’aria e nel suolo sotto una nuova veste chimica fatta di ceneri e polveri sottili.
Se bruciassimo, ad esempio, una tonnellata di rifiuti ricaveremo:
1 tonnellata di fumi immessi in atmosfera (diossina e nanoparticelle);
280/300Kg di ceneri solide tossiche;
30 Kg di ceneri leggere tossiche;
650 Kg di acqua di scarico;
25Kg di gesso;
In altre parole, avremmo in uscita il doppio della materia che è entrata (per saperne di più consultare su internet il dossier “Inceneritore si o inceneritore no?” di Sergio Girelli) in quanto i rifiuti che vengono fatti incenerire non scompaiono ma fuoriescono dall’inceneritore sotto forma di emissioni gassose (ceneri leggeri o volanti), di ceneri residue (ceneri solide) e di acque di scarico (l’acqua viene utilizzata per il raffreddamento).

Vediamo ora che effetti portano tali emissioni sia in termini economici che in termini di salute.
Partiamo prima con le cosiddette ceneri volanti o leggere.
La Società Britannica di Medicina Ecologica ha divulgato in un suo rapporto i risultati di approfonditi studi sugli effetti delle polveri sottili sulla salute umana, studi che hanno evidenziato che “queste ceneri volanti sono leggere, facilmente trasportate dal vento. E’ stato anche dimostrato cha aumenti a breve termine nelle polveri fini causano aumenti significativi negli infarti del miocardio. Livelli più elevati di polveri fini sono stati associati con un aumento della prevalenza dell’asma e di COPD (malattia da ostruzione polmonare cronica). Le polveri fini formate negli inceneritori in presenza di metalli tossici e di tossine organiche assorbono questi inquinanti e li trasportano nel flusso sanguigno e all’interno delle cellule del corpo. I metalli pesanti si accumulano nell’organismo e sono stati implicati in una serie di problemi emotivi e comportamentali nei bambini, compreso l’autismo, la dislessia, il disturbo da iperattività e deficit di attenzione (ADHD), difficoltà nell’apprendimento e delinquenza, e in problemi negli adulti, compresa violenza, demenza, depressione e morbo di Parkinson”(
www.rifiutizerocampania.org).

Inoltre, sempre in riferimento alla pericolosità delle polveri che fuoriescono da un inceneritore, i risultati di uno studio epidemiologico, divulgato a mezzo comunicato stampa del 21-23 gennaio 2003, dal CNDIID (Centro Nazionale Indipendente di informazione sui rifiuti), dimostrano come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe (Francia):
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale;
- malformazioni della bocca + 29%;
- malformazione dell'intestino + 44%;
- malformazioni dei reni + 51%.
Che dire poi delle ceneri solide?
Queste rappresentano circa il 30% dei rifiuti bruciati ed essendo rifiuti speciali devono necessariamente essere conferite in discariche speciali, discariche che, per la loro realizzazione, in termini economici, costano 10 volte di più rispetto ad una discarica normale (non considerando poi i costi per il trattamento di tali rifiuti).

Se in termini di salute, l’inceneritore per il suo forte impatto ambientale non può essere considerato una fabbrica per l’aerosol, anche in termini economici la situazione non cambia in quanto tale impatto ambientale condiziona purtroppo anche l’economia locale.
Infatti un inceneritore:
1) genera pochissima occupazione (poche decine di addetti) per lavori pericolosi (perché sono costantemente esposti alle sostanze tossiche);
2) vanifica lo sviluppo di iniziative imprenditoriali centrate sulle attività di raccolta differenziata, recupero, riciclaggio;
3) porta svalutazione degli edifici ad uso abitativo e scoraggia la localizzazione di attività economiche, in una zona a forte inquinamento ambientale.

Diversamente un’impostazione basata sul recupero dei rifiuti può far nascere interi settori produttivi e di servizio, ad elevata occupazione ed anche ad elevato contenuto tecnologico, specie nel campo del riciclaggio (www.isea.altervista.org).
Avere in mano una bottiglia di plastica o un qualsiasi altro oggetto significa esercitare un possesso di fatto sul bene che materialmente possediamo, controlliamo e soprattutto vediamo e percepiamo. Provate adesso a bruciare quella stessa bottiglia di plastica; incenerendola non sparisce nulla ma si trasforma, in quantità doppia, in micropolveri che non possediamo, non controlliamo, non vediamo e non percepiamo ma respiriamo.
Salviamo l’ambiente, non inceneriamolo.   

Tommaso Caserta

29/04/2009
 
 
 
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